La manifestazione
Diventa operativo il taglio per presidente e assessori
LUCCA. Poco più di 412mila euro di stipendi lordi. Questo il carico di presidente e giunta provinciale sulle casse di Palazzo Ducale nel 2011, una cifra che nell’anno in corso diminuirà di 10mila...
LUCCA. Poco più di 412mila euro di stipendi lordi. Questo il carico di presidente e giunta provinciale sulle casse di Palazzo Ducale nel 2011, una cifra che nell’anno in corso diminuirà di 10mila euro per effetto dei tagli decisivi a novembre dai parte dei vertici dell’ente.
Si passerà così dai 412.357,68 euro dello scorso anno ai previsti 402.357,84. I tagli saranno di circa duemila euro lordi in meno sullo stipendio del presidente Stefano Baccelli mentre gli altri ottomila euro saranno spalmati tra gli assessori e il presidente del consiglio provinciale.
Baccelli così è passato dai 6.081,98 euro lordi al mese a 5.915,30 mentre la sua vice Maura Cavallaro si ferma a circa 1.500 euro in meno passando da 4.561,48 euro a 4.478,15 euro. A seguire tutti gli altri assessori: Francesco Bambini, Federica Maineri, Mario Regoli, Luigi Rovai e Diego Santi. Loro sono passati da 3.953,28 euro lordi mensili a 3.869,95 . In coda invece ci sono l’assessore Andrea Giorgi e il presidente del consiglio provinciale Andrea Palestini che dal 1° gennaio percepiscono 1.893,31 euro mentre prima a loro ne spettavano 1.976,64.
Le differenze di indennità si spiegano facilmente perché Baccelli e Santi la percepiscono intera perché sono «in aspettativa non retribuita per tutto il periodo del mandato». Il vicepresidente Cavallaro e gli assessori Bambini, Regoli e Rovai risultano pensionati e quindi, ugualmente, hanno diritto al compenso intero. Indennità intatta anche per la giovane assessore Federica Maineri in quanto ancora studentessa. Invece, per Giorgi e Palestini lo stipendio è dimezzato dal momento che «risultano lavoratori dipendenti».
Una riduzione di indennità che non era prevista come obbligo di legge ma che è stata scelta il 29 novembre con una delibera di giunta in cui si è chiesto al direttore generale dell’ente «di ridurre a decorrere dal 1° gennaio, di 2mila euro lordi l’anno l’indennità di funzione corrisposta al presidente della Provincia e di 1.000 euro lordi l’anno l’indennità prevista per il vicepresidente, per gli assessori e per il presidente del consiglio provinciale». (a.p.)
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