Il Tirreno

Lucca

Vizio parziale di mente all’omicida della fidanzata

di Luca Tronchetti
Vizio parziale di mente all’omicida della fidanzata

Per i periti del gup può partecipare al processo, ma otterrà uno sconto di pena La sentenza è attesa per il 31 ottobre, l’assassino era presente all’udienza

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LUCCA. Vizio parziale di mente per Igor Paolinelli, 41 anni, di Ponte a Moriano, che la sera del 17 aprile 2011 a Piazza di Brancoli uccise con sei colpi di pistola l’ex fidanzata Laura Emanuela Giannarini di 44. È quanto accertano i periti nominati dal gup Giuseppe Pezzuti che ieri mattina partecipano all’udienza camerale propedeutica alla sentenza con rito abbreviato fissata per il 31 ottobre. Stando agli psichiatri Giovan Battista Traverso e Angelo Addabbi dell’università di Siena l’imputato nel momento in cui ha commesso il delitto era in uno stato mentale tale da non escludere la capacità d’intendere e di volere. Tuttavia negli istanti immediatamente precedenti all’omicidio, per i periti del giudice, la sua volontà era scemata e non aveva il completo controllo delle sue facoltà. Se la perizia verrà recepita dal giudice è automatica per legge una diminuzione della pena.

Le reazioni. Colpisce la differenza tra le perizie e le consulenze di giudice, pm e legale dell’imputato. Su un omicidio così efferato - l’assassino disse di aver agito perché l’ex fidanzata le aveva fatto il «malocchio» e un mese e mezzo prima del delitto con un bastone ruppe un braccio alla donna - importanti luminari della psichiatria arrivano a conclusioni così divergenti in grado di influire e non poco sull’economia processuale. Perché il professor Mauro Mauri dell’università di Pisa - scelto come consulente dal sostituto procuratore Elena Leone - dopo aver visitato l’omicida nella sua relazione lo ha ritenuto perfettamente capace d’intendere e di volere al momento di premere il grilletto del revolver.

Diametralmente opposta la tesi dello psichiatra Mario Di Fiorino consulente del legale di Paolinelli, avvocato Filippo Tacchi. Per lui il racconto dell’omicida e la sua sindrome maniaco-ossessiva - la presenza di una forza esoterica capace di legarlo a quella donna contro la sua volontà attraverso una fattura impossibile da spezzare - rafforzano la convinzione dell’incapacità mentale. E i consulenti di difesa e gup tengono in grande considerazione l’appartenza di Paolinelli a un substrato culturale assai degradato. C’è poi anche il consulente delle parti civile (la madre e la sorella della vittima) lo psichiatra Giovanni Placidi che è allineato sulla posizione del pm.

L’omicida. All’udienza camerale era presente anche Igor Paolinelli. Maglietta nera, visibilmente dimagrito, lo sguardo perso nel vuoto non ha fatto dichiarazioni spontenee. Non c’erano invece i familiari della vittima.

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