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Lucca

«Non ho usato il coltello contro quei due»

LUCCA. La difesa è la stessa dei giorni successivi all’aggressione avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2011. Mirko Schiavelli, 26 anni, l’operaio di Fagnano, accusato di lesioni gravissime...

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LUCCA. La difesa è la stessa dei giorni successivi all’aggressione avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 ottobre 2011. Mirko Schiavelli, 26 anni, l’operaio di Fagnano, accusato di lesioni gravissime e permanenti a due avventori del bar Dolce Amaro tra Marlia e San Colombano, parla davanti ai giudici del tribunale ribadidendo quanto sostenuto dall’inizio della storia: non ha usato il coltello contro Albano Paladini e Giuseppe Mazzoni. «Ero andato in bagno - racconta durante l’interrogatorio in aula l’imputato che venne arrestato dai carabinieri e oggi è difeso dall’avvocato Andrea Balducci- e quando sono uscito ho visto dalla vetrage Paladini che prendeva per il collo la mia ex convivente. Ho colpito con un pugno la persona che importunava la mia donna, lui ha reagito. C’è stato un parapiglia con lancio di sedie. Mi sono difeso dall’aggressione con una bottiglia rotta, ma non ho usato il coltello».

Una tesi diametralmente opposta a quella dell’accusa. Sul punto il collegio giudicante (presidente Valentino Pezzuti, a latere Letizia Di Grazia e Riccardo Nerucci) ha deciso di nominare un consulente: il medico legale Stefano Pierotti.

L’anatomopatologo dovrà stabilire se le lesioni riportate da Paladini e Mazzoni, i due operai che finirono in ospedale e che si sono costituiti parte civile al processo (per uno persiste l’indebolimento all’orbita dell’occhio sinistro, per l’altro lo sfregio sul viso è permanente), sono compatibili con il vetro tagliente dei cocci di bottiglia oppure con la lama di un coltello. Il processo riprenderà a ottobre in attesa della consulenza medico-legale.

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