Il Tirreno

Lucca

Tutti i sindaci in guerra contro i tagli delle Poste

di Paola Taddeucci
Tutti i sindaci in guerra contro i tagli delle Poste

Mobilitazione di istituzioni, sindacati e cittadini contro il piano che riduce gli uffici e i dipendenti in tutta la provincia. Lunedì vertice a Palazzo Ducale

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Pronti alla mobilitazione. Non solo per impedire la chiusura di oltre venti uffici postali e per opporsi al taglio di 46 postini. Ma per salvare un servizio fondamentale per il territorio. Dopo il quadro allarmante fornito dai sindacati all’indomani dell’incontro con Poste Italiane, che ha confermato la linea dura, gli enti e le istituzioni partono al contrattacco.

Il vertice. La prima mossa è prevista lunedì mattina. La Provincia ha convocato un incontro per tracciare un quadro preciso della situazione e decidere le iniziative. L’assessore Francesco Bambini ha chiamato i parlamentari, i consiglieri regionali, i sindaci interessati dai tagli – Capannori, Barga, Villa Basilica, Minucciano, Stazzema, Castiglione, Coreglia, Pescaglia, Bagni di Lucca, Camaiore, Massarosa, Pietrasanta e Villa Collemandina –, i sindacati di categoria, che avevano sollecitato un impegno da parte delle istituzioni, e i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. «L’incontro – precisa Bambini – sarà l’occasione per raccogliere dalla voce degli amministratori locali le esigenze dei cittadini e nello stesso tempo definire le iniziative da prendere per contrastare queste scelte, tenendo conto che si tratta di decisioni che investono i livelli nazionali di Poste e quindi richiedono un ruolo anche da parte del Governo e del Parlamento. L’ufficio postale è un servizio insostituibile per i cittadini, soprattutto nelle frazioni più decentrate e montane, non può essere oggetto di valutazioni puramente economiche, che oltretutto per alcuni aspetti non reggono. Poste, per esempio, giustifica i tagli con la riduzione della corrispondenza, ma a fronte di un calo del 7% di quest’ultima, le sforbiciate sul personale arrivano al 20%. Su tutto questo la pressione deve essere forte e la mobilitazione generale».

Verso la mobilitazione. Un invito condiviso da Alessandro Tambellini, sindaco di Lucca, che annuncia la sua presenza alle iniziative. E il senatore Pd Andrea Marcucci si è già mosso verso i piani alti. In una nota, infatti, annuncia l’intenzione di chiedere al presidente della commissione Comunicazioni del Senato l’immediata convocazione dell’amministratore delegato di Poste. «Per la provincia di Lucca – scrive il parlamentare – è impossibile perdere 22 uffici, per lo più nei centri minori, e 46 portalettere. Così il servizio postale viene praticamente dismesso. Questo non è un piano di razionalizzazione, ma di cessione di un servizio fondamentale per milioni di cittadini. Sono a rischio posti di lavoro e si producono disagi insopportabili».

Ricorso al governo. Per questo Marcucci ritiene necessario l’intervento del governo e del ministro Passera «che – sottolinea – conosce bene Poste Italiane essendone stato il suo primo amministratore dal 1998 al 2002». Ma altrettanto fondamentale, secondo il senatore, è la mobilitazione dei cittadini e delle istituzioni locali, a partire dalla Regione.

Sindaci in prima linea. Un invito che vede in prima linea i sindaci della Mediavalle, la cui Unione presieduta da Nicola Boggi si è espressa unanimente contro il piano. Si fanno presente «gli enormi disagi che deriverebbero da ulteriori chiusure, dopo quelle già attuate negli ultimi anni, in particolare per i residenti anziani, che si troverebbero a non poter usufruire di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a frequenti e difficili spostamenti». I sindaci, inoltre, sottolineano come Poste sia interessata a sottoscrivere accordi e stipulare protocolli con i Comuni delle aree urbane mentre è del tutto disinteressata a dialogare con quelli delle aree limitrofe e della montagna. Massimo Betti, primo cittadino di Bagni di Lucca, parla di «scelte devastanti da parte dell’azienda». A suo giudizio l’accentramento dei servizi finirà per massacrare il territorio. «Oltretutto – dice – le megastrutture non funzionano e creano disservizi a ricaduta». Da parte loro, i sindacati stanno preparando diverse iniziative di mobilitazione mentre cominciano a costituirsi comitati di cittadini, come a Valpromaro, nel comune di Camaiore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web