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Lucca

L’idea è rendere redditizi quegli uffici

L’idea è rendere redditizi quegli uffici

La sfida del sindaco Oreste Giurlani: «Troviamo un accordo per mantenerli e potremmo contribuire»

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LUCCA. «Li hanno chiamati anti economici e per questo li vogliono chiudere. Allora facciamoli diventare economici. I modi ci sono e noi ne potremmo suggerire diversi, ma Poste Italiane non ha mai pensato di ascoltare le nostre proposte».

Una specie di sfida, quella di Oreste Giurlani, presidente di Uncem(Unione comuni enti montani) e sindaco di Fabbriche di Vallico, per salvare i 174 sportelli, di cui 22 in provincia di Lucca, che Poste vuole chiudere. Giurlani si rivolge alla stessa azienda e al ministero dello sviluppo economico, colpevole per metà, a suo giudizio, di questi tagli. «Il recente declassamento da parte di Moody’s – dice Giurlani – fornirà alle Poste un ulteriore giustificazione. Quindi bisogna farsi sentire, mobilitare il territorio per arrivare fino a Roma e impedire che si prosegua su questa linea. Abbiamo proposte in merito per salvare il servizio e rendere redditizi gli uffici: dalla cessione gratuita dei locali da parte delle amministrazioni comunali fino alla compartecipazione con Poste alle spese di personale. Siamo disponibili a mettere a disposizione risorse e funzioni. I modi ci sono, se c’è la volontà di mantenere gli uffici aperti e non solo quella di tagliare».

Proprio per discutere di questo il governatore della Toscana Enrico Rossi ha programmato un incontro con i rappresentanti dei Comuni. «Con la Regione come garante – sottolinea Giurlani – siamo pronti a giocare a carte scoperte, mostrando come queste proposte possano ribaltare l’attuale situazione, risolvendo i problemi di diseconomicità degli uffici finiti nella lista nera delle soppressioni».

«Del resto – conclude – nei piccoli centri montani la situazione degli uffici è diventata insostenibile. I disservizi si verificano tutti i giorni. Non solo per quanto riguarda gli orari, a singhiozzo, ma anche nel recapito della corrispondenza. Nelle nostre zone montane, ad esempio, i postini si avvicendano di continuo. Appena arrivati, non conoscono il territorio. Nel migliore dei casi il nostro vigile urbano si presta ad accompagnarli, nel peggiore dei casi bollette e raccomandate non giungono a destinazione oppure vengono recapitate in ritardo». (p.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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