Italia
Saldi col trucco, 4 negozi denunciati
La Finanza scopre prezzi gonfiati, ma la campagna di prevenzione con l’annuncio dei controlli sembra aver funzionato
LUCCA. Il blitz delle Fiamme Gialle nelle vie dello shopping del centro storico per garantire la correttezza sui saldi era nell’aria. Ma nonostante i controlli a tappeto che in questi mesi s’intensificano in ogni città italiana tre negozi di abbigliamento e uno di calzature, tutti situati nel cuore della città, sono finiti nel mirino dei finanzieri e i commercianti saranno costretti a pagare una multa che va dai 500 ai 3000 euro. Si tratta però di una percentuale minima a fronte di 26 negozi che hanno applicato correttamente la normativa sui saldi. La prevenzione ha funzionato anche se la tributaria della Guardia di Finanza vigilerà nei mesi di luglio e agosto. Gli acquirenti possono stare tranquilli e comprare senza correre il rischio di imbattersi in sconti «taroccati» e saldi «gonfiati».
La verifica. Trenta i negozi - oltre il 90% nel centro storico - monitorati dalla Finanza. Nel periodo di vendita ordinario diverse pattuglie di finanzieri in abiti civili e muniti di macchina fotografica hanno scattato una serie di istantanee alle vetrine per poter inequivocabilmente verbalizzare eventuali irregolarità future proprio quando si sarebbe avvicinata la stagione dei saldi. Oltretutto i commercianti - nell’attività preventiva di rilevamento dei prezzi esposti - hanno evidenziato puntualità nelle indicazioni di legge per quanto concerne l’obbligo di esposizione dei prezzi al pubblico dimostrando grande professionalità.
I quattro denunciati. A fronte di tanti negozianti serie e scrupolosi i finanzieri hanno pizzicato i soliti «furbetti». Che, nonostante il periodo di crisi che attanaglia il Paese e induce i consumatori a ridurre al minimo le spese, hanno provatoa applicare percentuali di sconto superiori rispetto a quelle effettive. È il caso di tre negozi di abbigliamento non per bambini del centro storico. I rispettivi rivenditori hanno gonfiato il prezzo di riferimento sul cartellino del saldo. Ancora più palese e vistosa l’irregolarità di un commerciante di scarpe anche lui con locale situato nel centro cittadino. Si è reso responsabile della violazione dell’obbligo di esposizione chiara e leggibile del prezzo sulla merce. Applicava i saldi senza che la clientela conoscesse il costo originario della calzatura da uomo o da donna. Ai quattro negozianti al dettaglio - oltre alle sanzioni previste dalla legge (da 500 a 3mila euro) - si aggiungeranno quelle che potrà applicare il garante della concorrenza e del mercato. Nel corso dei controlli, avvenuti nei giorni scorsi, non sono emersi episodi di mancato rilascio di documento fiscale (scontrino) di vendita e non sono stati rilevati prodotti con marchio contraffatto.
Nuovi blitz. Al di là dei saldi è lecito attendersi altri controlli in esercizi legati alla ristorazione e all’attività ricettiva.
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