Il Tirreno

Lucca

Saldi col trucco, 4 negozi denunciati

di Luca Tronchetti
Saldi col trucco, 4 negozi denunciati

La Finanza scopre prezzi gonfiati, ma la campagna di prevenzione con l’annuncio dei controlli sembra aver funzionato

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LUCCA. Il blitz delle Fiamme Gialle nelle vie dello shopping del centro storico per garantire la correttezza sui saldi era nell’aria. Ma nonostante i controlli a tappeto che in questi mesi s’intensificano in ogni città italiana tre negozi di abbigliamento e uno di calzature, tutti situati nel cuore della città, sono finiti nel mirino dei finanzieri e i commercianti saranno costretti a pagare una multa che va dai 500 ai 3000 euro. Si tratta però di una percentuale minima a fronte di 26 negozi che hanno applicato correttamente la normativa sui saldi. La prevenzione ha funzionato anche se la tributaria della Guardia di Finanza vigilerà nei mesi di luglio e agosto. Gli acquirenti possono stare tranquilli e comprare senza correre il rischio di imbattersi in sconti «taroccati» e saldi «gonfiati».

La verifica. Trenta i negozi - oltre il 90% nel centro storico - monitorati dalla Finanza. Nel periodo di vendita ordinario diverse pattuglie di finanzieri in abiti civili e muniti di macchina fotografica hanno scattato una serie di istantanee alle vetrine per poter inequivocabilmente verbalizzare eventuali irregolarità future proprio quando si sarebbe avvicinata la stagione dei saldi. Oltretutto i commercianti - nell’attività preventiva di rilevamento dei prezzi esposti - hanno evidenziato puntualità nelle indicazioni di legge per quanto concerne l’obbligo di esposizione dei prezzi al pubblico dimostrando grande professionalità.

I quattro denunciati. A fronte di tanti negozianti serie e scrupolosi i finanzieri hanno pizzicato i soliti «furbetti». Che, nonostante il periodo di crisi che attanaglia il Paese e induce i consumatori a ridurre al minimo le spese, hanno provatoa applicare percentuali di sconto superiori rispetto a quelle effettive. È il caso di tre negozi di abbigliamento non per bambini del centro storico. I rispettivi rivenditori hanno gonfiato il prezzo di riferimento sul cartellino del saldo. Ancora più palese e vistosa l’irregolarità di un commerciante di scarpe anche lui con locale situato nel centro cittadino. Si è reso responsabile della violazione dell’obbligo di esposizione chiara e leggibile del prezzo sulla merce. Applicava i saldi senza che la clientela conoscesse il costo originario della calzatura da uomo o da donna. Ai quattro negozianti al dettaglio - oltre alle sanzioni previste dalla legge (da 500 a 3mila euro) - si aggiungeranno quelle che potrà applicare il garante della concorrenza e del mercato. Nel corso dei controlli, avvenuti nei giorni scorsi, non sono emersi episodi di mancato rilascio di documento fiscale (scontrino) di vendita e non sono stati rilevati prodotti con marchio contraffatto.

Nuovi blitz. Al di là dei saldi è lecito attendersi altri controlli in esercizi legati alla ristorazione e all’attività ricettiva.

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