Il Tirreno

Lucca

Presidio dei lavoratori all’Eurosak

di Nicola Nucci
Presidio dei lavoratori all’Eurosak

Con lo stop alla produzione da ieri sera alle 22 i 56 dipendenti sono in fabbrica

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PORCARI. Lo stop alla produzione arriva come una cambiale insoluta. E da lunedì pomeriggio i macchinari dell’Eurosak da 50 anni azienda leader nel settore degli imballaggi industriali. Sono le 22 quando il piazzale di una delle storiche fabbriche di Porcari si riempie. Sono gli operai che non vogliano arrendersi a un destino che pare ormai segnato. Attuano un presidio permanente con tanto di gazebo e bandiere dei sindacati esposte un po’ ovunque. C’è sconcerto, ma non rassegnazione. A controllare la situazione, in modo discreto, ci sono gli agenti della Digos in borghese. Ma i 56 dipendenti rimasti (una ventina, specie gli impiegati, se ne sono andati in altre aziende del settore) protestano in modo pacifico senza isterismi ne tantomeno dando sfogo alla violenza. Chiedono di conoscere il loro destino e guardano con attenzione e speranza alla decisione che forse domani prenderà la Corte d’Appello di Firenze sull’immediata esecutività della sentenza che riconsegnerebbe di fatto l’Eurosak alla famiglia Colombini dopo la decisione, presa dagli stessi giudici fiorentini in disaccordo con il tribunale fallimentare di Lucca, di revocare il fallimento e omologare il concordato preventivo. Ormai la diatriba tra sindacati di base e operai della fabbrica è un lontano ricordo. Al di là della diverse sensibilità la speranza è che l’azienda torni in mano a un padrone che la produzione non si blocchi per più di un mese. Altrimenti la fine è scritta. Oltretutto per riportare in attivo l’Eurosak sarebbe necessario produrre più di 550 tonnellate. Al di sotto la rimessa è certa. Poco dopo le 22 arriva anche il sindaco di Porcari, Alberto Baccini. Parla con il cuore in mano e cerca di tranquillizzare gli operai. «Le istituzioni saranno al vostro fianco - dice il primo cittadino - perché Eurosak è un patrimonio storico per la nostra comunità. Certo, la situazione è complessa e questa battaglia giuridica non aiuta a fare chiarezza». Poi realisticamente si rivolge ai lavoratori: «Vi invito però ad essere realisti e a non irrigidirvi. Nel caso in cui vi capiti un’altra opportunità, una collocazione al di fuori di Eurosak, prendetela in considerazione». Cala la notte sull’azienda. Resta la paura per il futuro.

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