Sicurezza
Camionista salvato da un vizio del verbale
Secondo il cronotachigrafo aveva violato le ore di riposo. Rischiava il sequestro del mezzo e 50 punti
LUCCA. L’errore sui verbali di contestazione spediti all’autotrasportatore - che rischiava il sequestro del camion e 50 punti in meno sulla patente - consente al suo legale di vincere il ricorso al giudice di pace e di evitargli di perdere il lavoro. Il vizio di forma era la mancata compilazione della notifica in conformità al verbale originale che rende generica la contestazione. Al camionista erano stati notificati verbali di contestazione - spediti dalla società privata Maggioli - incompleti. E il raffronto tra i verbali spediti e gli originali prodotti dal Comune è palese: manca la parte sulla descrizione della violazione riscontrata. Circostanza che incide sulla legittimità dei verbali. Solo uno dei sei atti notificati è compilato regolarmente ed èun tipo di sanzione diversa rispetto alle altre: la contestazione è più breve ed entra nello spazio del verbale e anche la multa è inferiore. Per quell’infrazione l’autotrasportatore paga una sanzione pecuniaria di 188 euro (2 punti decurtati dalla patente).
Il Comune alla fine è condannato a pagare le spese legali: 450 euro. Tutto inizia il 4 gennaio: il titolare di una ditta individuale di autotrasporto - 48 anni, di Marlia - percorre col suo Scania il tratto che da viale Luporini conduce in piazzale Boccherini. Sono le 16 quando il camionista (sposato, un figlio, unica forza lavoro della famiglia) viene fermato dalla polizia municipale. Obiettivo: la verifica del cronotachigrafo digitale.
Una direttiva comunitaria prevede per i camionisti il riposo giornaliero in uno di questi modi: 11 ore continuative o in due parti, di cui la prima almeno di 3 ore e la seconda di almeno 9 o infine ridotto di sole 9 ore, ma non più di tre volte nell’arco della settimana.
I vigili ritirano il cronotachigrafo. Per legge hanno l’obbligo di controllare il comportamento del camionista negli ultimi 20 giorni. E dall’apparecchio si evincono almeno sei irregolarità nei tempi di riposo giornaliero. Cinque gravi, una lieve. Morale? Il camionista deve pagare tremila euro e rischia di perdere 52 punti sulla patente.
Letizia Stagi, legale dell’autotrasportatore, riscontra l’errore. Si accorge che 5 dei 6 verbali notificati sono incompleti. Manca la parte finale, la più importante che specifica l’infrazione e cioè la descrizione «effettuava un periodo ininterrotto di riposo di 9 ore e quindi inferiore di 2 ore alla durata obbligatoria di 11». Un vizio formale - forse legato al sistema meccanografico della ditta che spedisce le multe- subito recepito dal giudice di pace Anna Curreggia.
Luca Tronchetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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