Sicurezza
Tenta il suicidio con i gas di scarico
Imprenditore edile della Piana travolto dai debiti salvato da un passante
PIANA. Travolto dalla crisi economica e dai debiti accumulati che lo hanno portato a ipotecare la sua abitazione un imprenditore del settore edilizia e movimento terra ha cercato di uccidersi con il tubo del gas dell’auto. Deve la vita a un abitante della zona che stava portando a spasso il suo cane e che ha visto l’utilitaria dell’impresario semi nascosta in un campo di grano. L’uomo si è avvicinato, ha visto che il gas aveva invaso l’abitacolo, ha aperto la portiera e ha avvisato il 118 e i carabinieri di Altopascio. Una corsa in ospedale e alla fine l’impresario - trasportato prima al pronto soccorso del S. Damiano e Cosma di Pescia e attualmente ricoverato al Campo di Marte - se la caverà in una settimana.
Lettera di commiato. Protagonista della drammatica vicenda un imprenditore poco più che settantenne residente nella Piana. Venerdì mattina era uscito di casa lasciando un biglietto che poco dopo è stato notato dalla moglie. Poche righe nelle quali si rimarcava la situazione economica in cui si era venuto a trovare e il peso di vivere quotidiano per le difficoltà e le ristrettezze in cui aveva, suo malgrado, costretto a vivere i suoi cari. In poche parole una lettera di commiato scritta da una persona disperata pronta a compiere un gesto estremo. I familiari avevano immediatamente avvertito i carabinieri. Ma dell’auto dell’imprenditore - una Panda - nessuna traccia.
Dramma sfiorato. Per diverse ore l’anziano impresario edile ha girovagato in auto per tutta la Piana. Poi si è fermato in una zona non troppo distante da casa sua. Una località in aperta campagna circondata da campi di grano e con il torrente Pescia a fare da cornice al paesaggio. Lì ha messo in atto il suo folle piano. Ha collegato un tubo di gomma alla marmitta dell’auto facendo in modo che l’altra estremità finisse all’interno della vettura. A quel punto ha girato la chiavetta d’accensione non prima d’ingerire dei barbiturici. Pian piano il gas venefico avrebbe invaso l’abitacolo e lui, ormai privo di sensi per effetto degli psicofarmaci, sarebbe morto soffocato senza neanche accorgersene. Ma a sventare il folle gesto è stato un passante che alle 18,30 stava portando il cane a fare i bisognini. Abita a 500 metri dalla zona e ha visto quell’auto nel campo coltivato. All’interno l’imprenditore era svenuto: accasciato sul sedile. A quel punto ha aperto la portiera, spento il motore e avvertito l’ambulanza. Se fosse arrivato un quarto d’ora dopo per l’impresario non ci sarebbe stato più nulla da fare. (l.t.)
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