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Lucca

Spesi 300mila euro per la salute dell’aria

Spesi 300mila euro per la salute dell’aria

È il costo sostenuto dalla società per installare marmitte catalitiche «che eliminano le emissioni»

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LUCCA. «Le nostre centrali producono emissioni nell’aria al di sotto del limite previsto dalla Provincia di Lucca. Che oltretutto è la Provincia più virtuosa d’Italia: è l’ente pilota per l’abbattimento delle emissioni in atmosfera. Infatti, il limite imposto dalla Provincia di Lucca alle emissioni è pari a un ventesimo di quello degli altri enti di pari livello nel nostro Paese».

Decio Nieri “racconta” i suoi impianti, che in questo momento stanno attraversando una fase di prova. A breve quindi entreranno in attività.

«La gente si lamenta per le maleodoranze che producono i miei impianti? Dice che sente odore di olio fritto? Noi non friggiamo l’olio, lo trasformiano. Le maleodoranze - contesta - sono il frutto di una autosuggestione della gente», continua l’imprenditore che ha realizzato le due centrali a biomasse per la produzione di energia a San Marco.

E per sventare il rischio che potessero sforare i limiti tollerati di emissioni in atmosfera, le ha corredate, spiega ulteriormente, di «marmitte catalitiche che eliminano le emissioni. Mi sono costate un sacco di soldi: ho speso trecentomila euro solo per quelle».

Nieri, nella sua ricostruzione, sconfessa di avere usufruito di procedure semplificate per ottenere le autorizzazioni necessarie ai due impianti. Al contrario: afferma di avere percorso la strada più lunga e complessa, «la procedura ordinaria, che prevede una serie di conferenze di servizio con gli enti preposti, altro che procedura semplificata».

Mentre si discute sulle centrali di San Marco, l’assessorato regionale all’ambiente, guidato da Anna Rita Bramerini, sta ultimando il nuovo piano energetico valido per tutta la Toscana. In parallelo verrà realizzato anche un regolamento che riporti, in maniera specifica, i limiti di emissioni e di presenza per i diversi tipi di energie alternative.

Un aspetto che sta molto a cuore anche al comitato Aria pulita. «In Toscana manca un regolamento specifico per le energie alternative - dice Fabio Lucchesi del comitato -. Occorre prevedere con esattezza i luoghi dove gli impianti possono sorgere. Ma deve essere specificato anche il tipo di impianto. È giusto che le centrali si facciano, ma bisogna evitare che producano inquinamento». (b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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