Il Tirreno

Lucca

la proposta degli ambientalisti

Monitoraggio polveri fini, una centralina non basta

LUCCA. Preoccupa l’incidenza delle Polveri fini (Pm10) sulla qualità dell’aria. E Legambiente chiede di rivedere il sistema di rilevamento. L’idea degli ambientalisti, già comunicata all’Arpat, è di...

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LUCCA. Preoccupa l’incidenza delle Polveri fini (Pm10) sulla qualità dell’aria. E Legambiente chiede di rivedere il sistema di rilevamento. L’idea degli ambientalisti, già comunicata all’Arpat, è di riportare il monitoraggio su scala locale.

Allo stato attuale, infatti, l’unica centralina attiva per quanto riguarda l’area di Lucca e della Piana è quella situata in via Carlo Piaggia a Capannori, che ha sostituito più centraline precedenti, dislocate sul territorio: due a Lucca (via Elisa e viale Carducci) e quella di Porcari.

Legambiente spiega infatti che «relativamente al bacino della Piana lucchese (dove da inizio anno a questa parte si sono già registrati 22 sforamenti del limite massimo consentito di Pm10, su 35 tollerati in un anno, ndr)non riteniamo che la stazione di Capannori, dove sono stati effettuati i campionamenti, possa essere assimilabile ad altri territori e all’intero territorio del Comune di Lucca. Ci sembra importante approfondire le conoscenze riguardo i reali contributi alle polveri fini soprattutto legati al traffico autostradale, alla combustione di biomasse, alla risospensione del particolato depositato».

Secondo Legambiente, se saranno condotti studi e approfondimenti che consentano di valutare le caratteristiche e la composizione del particolato prelevati in ambito urbano a Lucca, si potrebbe arrivare a una migliore individuazione delle cause della presenza di Pm10. E questo, oltretutto, potrebbe fornire anche indicazioni migliori per le iniziative che i Comuni ad alta densità di traffico potrebbero adottare in occasione dei superamenti del livello di 50 microgrammi al metro cubo consentiti per le polveri fini.

Su questa revisione, al momento, si concentra la discussione, anche in vista di iniziative future per contrastare le Pm10.

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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