Il Tirreno

Lucca

Assediati dalle auto, Lucca come Milano

di Flavia Barsotti
Assediati dalle auto, Lucca come Milano

Un veicolo e mezzo ogni famiglia, tanti a gasolio e quasi un terzo sono vecchi. Numero eccessivo per il territorio

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LUCCA. Una media che fa impressione: un’auto e mezzo per ogni nucleo familiare esistente nella nostra città. E il rapporto si ripete anche per l’intero parco auto circolante in provincia. Sono infatti oltre 247mila le vetture circolanti nella provincia di Lucca, di cui più di 57 mila soltanto nel Comune. A queste si aggiunge il numero degli autocarri che supera i 25 mila, i 480 autobus e gli oltre 56 mila motocicli.

Grandi numeri e pericoli. Numeri che fanno pensare, alla luce di quanto è emerso il 12 giugno dallo studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che ha dichiarato i gas di scarico dei motori diesel, “cancerogeni certi”. Nella provincia di Lucca sono infatti 80.014 le autovetture che richiedono questa alimentazione, una cifra però in evidente salita se consideriamo i quasi 29mila camion, gli autobus e gli altri mezzi di trasporto. Per non parlare poi di tutti i veicoli che, troppo spesso, scordano di spegnere i motori quando si trovano in fila o fermi al semaforo e al passaggio a livello, e di quelli di passaggio, non immatricolati a Lucca, che ogni giorno attraversano le nostre strade. «Pensiamo, ad esempio – sottolinea il direttore dell’Aci di Lucca Claudio Loria – alla circonvallazione intasata nelle ore di punta o al traffico prodotto sull’autostrada Firenze-mare che attraversa la nostra provincia e che, in un periodo come questo, è notevolmente affollata».

Il problema gasolio. «Fino a pochi giorni fa – afferma Michele Urbano, presidente del circolo Legambiente di Lucca – quello del diesel cancerogeno era solo un sospetto. Adesso è diventato un dato scientifico. La differenza fra questo e la benzina sta tutta nell’efficienza – spiega – ed è la combustione generata nel primo caso a produrre maggiore particolato e a risultare quindi più tossica. E’ inoltre necessario per avere un quadro completo valutare il livello di inquinamento di ogni veicolo che varia sostanzialmente dall’ Euro 1 all’Euro 5».

Più vecchie e più inquinanti. Del resto, è anche il settore automobilistico a risentire della crisi e a registrare un notevole calo di vendite. La delicata situazione economica in cui versano gli italiani, li induce infatti a rinunciare allo sfizio della macchina nuova e a non incrementare il ricambio dei veicoli più vecchi che producono sull’ambiente conseguenze dannose. «In termini di vetustà – ribatte però il direttore dell’Aci di Lucca Claudio Loria – la situazione di Lucca può dirsi soddisfacente. Circa il 70% del nostro parco circolante ha, infatti, meno di dieci anni. L’inquinamento è invece incrementato dal fatto che la città presenta una linea ferroviaria inefficiente e un’ evidente carenza di servizi pubblici che inducono gli abitanti a dover circolare con i mezzi propri».

Del dato medio di un’auto e e mezza per nucleo familiare, calcolo generale in cui peraltro sono compresi anche i minorenni e gli ultracentenari, Loria si dice consapevole, ma sorvola sulle conseguenze che ciò possa avere sull’ambiente. «Se confrontiamo questo numero con quello complessivo di tutta Italia – afferma – credo di poterlo considerare confortevole. Se, invece, ci riferiamo soltanto al settore del centro-nord, devo dire che siamo quasi al livello di regioni e di province come la Lombardia». Il paragone però lascia senza fiato, se pensiamo che Milano è una città fortemente antropizzata e percorsa da km e km di strada in più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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