Il Tirreno

Lucca

Salario senza aumenti per 1.300 operai

di Nadia Davini
Salario senza aumenti per 1.300 operai

I dipendenti delle coop che lavorano per Asl e Comuni protestano: gli enti non versano il corrispettivo degli adeguamenti

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LUCCA. MIlletrecento lavoratori, cinquanta cooperative coinvolte, il 95 per cento dei lavoratori sono donne. È uno spaccato molto chiaro quello delle cooperative socio-assistenziali della provincia di Lucca, molte delle quali legate alle Asl e ai comuni, che non si vedono riconosciuti gli aumenti previsti dal rinnovo del contratto di lavoro nazionale firmato nel dicembre scorso.

«Abbiamo appreso di questa situazione – spiega Michele Massari, della funzione pubblica Cgil – da diverse cooperative sociali e dai relativi consorzi che ci hanno informato di come le Asl della provincia di Lucca e alcuni comuni non avrebbero adeguato i compensi, per i servizi prestati, alle nuove tabelle salariali in vigore dal dicembre scorso».

Le cooperative, continua il sindacalista, «hanno messo in busta paga gli aumenti ai lavoratori, ma le Asl non hanno accreditato questi aumenti alle cooperative stesse». La situazione è delicata, anche perché le cooperative hanno già avanzato l’ipotesi di bloccare gli aumenti, almeno fino a quando gli enti (Asl o comuni) non agiranno di conseguenza.

«Gli aumenti in questione – continua Massari – sono di per sé insufficienti a contrastare l’aumento del costo della vita. Tuttavia sono stati raggiunti dopo mesi di trattative e dopo ore di sciopero da parte dei lavoratori. La cosa a nostra avviso è sconcertante».

In effetti le cooperative sociali sono parte integrante del sistema di servizi, in senso quasi totalitario, dalle prestazioni sanitarie, alle pulizie, alla cura della persona, al supporto scolastico, al call center dell’ospedale fino ai trasporti e alla logistica. «Questa situazione – spiega ancora Massari – cade sulle spalle dei lavoratori che non hanno le garanzie previste per altri contratti nazionali di lavoro. Non è accettabile che non si riconoscano gli incrementi salariali alle società cooperative inducendole a minacciare la sospensione degli aumenti previsti dal contratto. Il sindacato non tollererà in alcun modo forzature di questo tipo e se le cooperative passassero alle vie di fatto la risposta del sindacato non si farà attendere».

Le assemblee e le riunioni, infatti, sono già state previste per i primi di agosto e in queste occasioni potrebbero essere decise iniziative molto chiare e incisive: blocco degli straordinari, richiesta di intervento della Prefettura fino agli scioperi. «Faremo di tutto per scongiurare qualsiasi problema – conclude Massari - e, pur comprendendo le difficoltà delle società cooperative, troviamo inaccettabile che enti pubblici preposti al benessere dei cittadini non si assumano le proprie responsabilità, anche dal punto di vista economico. Chiediamo anche alle cooperative di esercitare le legittime rimostranze su chi di dovere senza farla pagare, come spesso avviene, ai lavoratori, nella stragrande maggioranza dei casi anche soci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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