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Lucca

Incentivo all’esodo dei lavoratori Panem

Incentivo all’esodo dei lavoratori Panem

Firmato l’accordo col Gruppo Novelli: 4mila euro lordi in tre mesi, sparisce il presidio sotto la tenda

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ALTOPASCIO. Firmatoo l’accordo sindacale per la Panem. Il Gruppo Novelli si impegna a presentare la modifica al concordato preventivo entro il 15 luglio, così da poter erogare l’incentivo all’esodo (4.000 euro lordi in tre mesi), mentre i lavoratori si impegnano a rimuovere il presidio. L’accordo è stato firmato a Roma, dalla Flai-Cgil nazionale e locale (Lucca e Monza-Brianza, per lo stabilimento di Murgiò) e dalle Rsu. Via, dunque, la grande tenda verde che era stata alzata quasi sette mesi fa e sotto la quale i lavoratori dello storico stabilimento hanno passato un giorno dopo l’altro, nella speranza di arrivare ad conclusione positiva per una vicenda che ha lasciato senza lavoro una sessantina di operai. A presentare l’accordoè stato il segretario provinciale della Flai-Cgil, Lino Giovannelli. Non sotto la tenda, dove si sono sempre tenute assemblee e riunioni, ma sotto i pini che circondano gli uffici della Panem, di fianco ai capannoni che verranno presto svuotati. Questi i punti chiave dell’accordo, così come riportati nel documento letto da Giovannelli: «Premesso che la società in liquidazione e in concordato preventivo si impegna depositare entro il 15 luglio un’integrazione della proposta concordataria, sulla quale si è fondata l’ammissione al concordato preventivo da parte del tribunale di Monza e sottoposta al vaglio degli organi tutori; che tale integrazione conterrà l’impegno della società ad erogare un incentivo all’esodo di 4.000 euro lordi a favore dei dipendenti in forza al momento della domanda ed in proporzione alla permanenza nella cassa integrazione straordinaria. L’erogazione di tale importo sarà subordinata all’omologazione del concordato».

L’importo sarà così suddiviso: 1000 euro lorde con il cedolino di luglio, 1300 con settembre e 1700 a dicembre. Nell’accordo, i lavoratori si impegnano a sbloccare il presidio e a permettere lo smontaggio dei macchinari presenti nei capannoni, dopo il 15 luglio. Fin qui la parte economica, che naturalmente interessa molto i lavoratori che ancora non hanno trovato un’occupazione alternativa. Ma per chi rimane? Quale sarà il futuro della Panem? Giovannelli ha sottolineato che i sindacati sono riusciti a strappare qualcosa in più rispetto a quanto proposto dal Gruppo Novelli: commesse per 40 quintali al giorno di media, per poter garantire un’adeguata fase di start up nel caso in cui un imprenditore si dovesse mostrare interessato a rilevare l’azienda. Tradotto in forza lavoro, circa otto dipendenti impiegati per mezza giornata, o quattro full time. «. Ora, non rimane dunque che attendere la presentazione della modifica al concordato. Anche per questo lavoratori e sindacati si sono dati appuntamento al 18 luglio.

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