Un colosso del cartario anche per gli Usa
La Sofidel acquisisce per qualche decina di milioni la Cellyn e da secondo gruppo europeo del settore conquista gli States
LUCCA. Il gruppo Sofidel sbarca sul mercato americano con l’acquisizione della Cellynne Corporation e così diventa la prima azienda cartaria di casa nostra a mettere piede negli Stati Uniti. Una storia in controtendenza sotto tanti punti di vista, se si pensa che fino a poco più di cinquant’anni fa chi partiva da Porcari per andare Oltreoceano lo faceva da emigrante e con una valigia piena di sogni e di speranze.
Una storia controcorrente. Stavolta invece i due proprietari Emi Stefani e Luigi Lazzareschi sono partiti con obiettivi dichiarati e idee ben precise che consentono al gruppo Sofidel di aumentare la propria capacità produttiva oltrepassando la soglia del milione di tonnellate di tissue – carta per uso igienico e domestico all’anno – e consolidando il proprio secondo posto nel panorama dei colossi europei alle spalle solamente della Sca e davanti alla Georgia Pacific e alla Kimberly-Clark. Un’operazione da parecchie decine di milioni di euro che per certi versi era già stata anticipata nel bilancio integrato presentato dall’azienda in cui si parlava di un 2011 complicato in cui però l’azienda non aveva rinunciato a guardare al futuro e stava continuando a lavorare per farsi trovare più forte e pronta quando la situazione economica sarebbe stata nuovamente più favorevole.
Così si vince la crisi. In pratica dalla crisi si esce con gli investimenti e aumentando la propria capacità di competere a livello globale e quest’operazione rappresenta un segnale importante per l’intero settore e per il distretto cartario lucchese che rappresenta una piattaforma fondamentale per il know-how e la formazione del capitale umano. Ma soprattutto dà ulteriore stabilità e rassicurazioni a tutti i dipendenti di un gruppo cartario sempre più ramificato nel mondo ma con la sede operativa e decisionale radicata in via Lucia a Porcari.
Accordo per la cessione. L’accordo reso noto pochi giorni fa tra Sofidel e Cellyne Corporation riguarda la cessione della Cellynne Paper Manufacturer al gruppo cartario lucchese. Un’operazione che prima di diventare definitiva dovrà passare al vaglio dell’antitrust e sulla quale per il momento non possono esserci prese di posizione ufficiali da parte dei rappresentanti dei due gruppi.
Lo sbarco negli Usa. Nei particolari però l’intesa riguarda l’acquisizione del pacchetto azionario della Cellynne Holdings Inc. con gli impianti produttivi di Haines City, in Florida, di Green Bay, nel Winsconsin, e di Henderson nel Nevada. E con uno stabilimento sull’Atlantico, uno al nord nella regione dei Grandi laghi e un altro nel deserto del midwest, non lontano da Las Vegas e dalle grandi città costiere della California, anche la dislocazione logistica strategica ha avuto un ruolo fondamentale nelle scelte fatte dal gruppo di Porcari. Oltre all’essersi assicurato un apparato produttivo dotato di macchine performanti in grado di produrre 70mila tonnellate di tissue all’anno che diventano 82 se si considerano le 12 ottenute tramite l’attività di converting.
I controlli. Un mesetto circa i tempi previsti per i controlli dell’antitrust, dopodiché, se non ci saranno rilievi da parte dell’organo di vigilanza, il gruppo Sofidel potrà ufficializzare, prima in Italia, il proprio ingresso nel mercato della carta americano che per numeri e volumi è il più importante del mondo. E può farlo con un’azienda, la Cellynne Holdings Company, che è produttrice di carta tissue completamente integrata e riconosciuta tra i leader di settore nel Nord America. Nella sua storia ultraventennale si è fatta conoscere per soluzioni flessibili e ad alto valore aggiunto sia sul mercato Away - From - Home che su quello consumer con brand molto conosciuti sugli scaffali dei centri commerciali americani come Heavenly Soft, Confidence e Heavenly Choice, prodotti secondo i più alti standard di qualità del settore.
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