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Lucca

Tagli agli uffici postali i sindaci si mobilitano

di Luca Dini
Tagli agli uffici postali i sindaci si mobilitano

Già adesso, molti uffici sono a mezzo servizio, aperti due giorni a settimana La proposta: aprire sportelli bancomat per facilitare i pensionati correntisti

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CASTELNUOVO. I sindaci promettono battaglia. Nessuno si arrende all’idea della chiusura degli uffici postali sul territorio. Si attendono però comunicazioni ufficiali perché anche sul’individuazione delle sedi non c’è chiarezza. Il sindaco di Villa Collemandina, Dorino Tamagnini, spera che Poste faccia una nuova valutazione sulla sede di Corfino: «Non è un ramo secco, è un ufficio che lavora specie in estate e già adesso è aperto solo tre volte a settimana – spiega –. Non abbiamo notizie ufficiali, appena le avremo ci siederemo a un tavolo per capire come mantenere il servizio. Molti pensionati hanno l’accredito diretto, si potrebbe studiare uno sportello bancomat per alcuni servizi». «La permanenza degli uffici postali nelle zone montane è sempre più difficile – dice Domenico Davini, sindaco di Minucciano – si va verso ulteriori disagi per le nostre zone e noi siamo contenti dell’operato di Uncem. È prematuro parlare di azioni: aspettiamo l’ufficialità delle chiusure. Già ora è un mezzo servizio visto che alcuni sportelli sono aperti due mattine a settimana. Noi abbiamo 4 uffici sul territorio». Anche il sindaco di Castiglione, Francesco Giuntini, aspetta l’ufficialità: «Prima si parlava della chiusura dell’ufficio di Chiozza ora di quello del capoluogo – afferma –. Quando si parla di tagli, i piccoli comuni e la montagna sono i primi a pagare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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