Finanza
Officina della Latta, chiesto il processo
La Procura convinta che nel caso della riqualificazione dell’immobile ci siano i reati di corruzione e falso in atto pubblico
LUCCA. Le tracce della presunta corruzione nell’ambito della riqualificazione delle ex Officine della Latta sono confermate dalle e-mail acquisite dal nucleo investigativo dei carabinieri. Posta elettronica copiata da personal computer durante la perquisizione eseguita nei confronti della società Safill srl e del geometra Fabio Giorgetti, ritenuto dalla procura il braccio operativo dei vertici della srl con sede a Massarosa. Dalla copia degli hard disk depositata all’ufficio del pubblico ministero il 2 luglio scorso emergerebbe uno scambio di corrispondenza nel quale si parla di incontri con l’ex super assessore Marco Chiari, del valore da attribuire al parcheggio, di presunti contatti con dirigenti comunali. L’inchiesta sull’operazione di vendita di un bene pubblico (la rinuncia al diritto di usufrutto del parcheggio realizzato all’interno delle Antiche Officine della Latta in base alla convenzione siglata con la proprietà riconducibile alla famiglia Fontana, produttori d’olio e titolari della Salov) in favore della Safill mette ancora una volta al centro la figura dell’ex super assessore della giunta targata Mauro Favilla: Marco Chiari. Per la procura è lui, attraverso le sue possibilità nell’ambito della pubblica amministrazione, a indirizzare interessi pubblici in favore di terzi con cui avrebbe stretto legami d’interesse. Per il sostituto procuratore Fabio Origlio e il nucleo investigativo dei carabinieri la vendita alla Safill dei 65 posti auto a un prezzo ritenuto di favore avviene attraverso la volontà e l’impegno di Chiari il quale, in cambio, ottiene in affitto a un prezzo anch’esso ritenuto di favore un ufficio di proprietà dalla Safill dove svolge la sua attività professionale privata di geometra. Una tesi indiziaria che per gli investigatori è suffragata da intercettazioni telefoniche e dalle dichiarazioni verbalizzate di ex colleghi di giunta (Elio Cappellini, Benedetto Stefani) e di professionisti (architetti, avvocati). A cui va aggiunta la consulenza tecnica del dottor Francesco Carpano, perito nominato dall’accusa per stabilire l’effettivo valore della cessione della rinuncia del diritto di usufrutto del Comune al parcheggio all’interno dell’ex Officine della latta: 700mila euro anzichè 430mila poi ridotte a 400mila nella stesura finale. Ma per l’accusa Marco Chiari non agì da solo. Ad avallare le offerte a ribasso avanzate dai rappresentanti Safill fu il direttore generale Massimiliano Volpi che, per gli inquirenti, fece adottare alla giunta la delibera di rinuncia del diritto di usufrutto del comune di Lucca sul parcheggio anziché al consiglio comunale, violando l’articolo 42 del decreto legislativo 267 del 2000.
Il ruolo di Giorgetti. Il geometra Fabio Giorgetti, consulente Safill, è il trait d’union tra Chiari e i manager della Safill, la società contenuta dalla Salov, che realizzò il posteggio all’ex Antica Officina della Latta. I contatti iniziano il 27 agosto 2010 e si fanno più stretti in ottobre. Chiari e Giorgetti s’incontrano in Comune e altrove. Oggetto delle conversazioni le trattative per l’ufficio che Chiari ha preso in affitto all’interno della proprietà Safill. Alberto Baraldi, rappresentante legale della Safill, a fine ottobre tramite Giorgetti chiede a Chiari se l’ufficio dove si era collocato era di suo gradimento. Ma soprattutto gli ricorda accordi da onorare presi in precedenza quando il rappresentante Safill era Umberto Pera. Dalle intercettazioni emerge che gli accordi riguardavano la cessione a un prezzo di favore da parte del Comune dell’usufrutto del parcheggio delle Officine. Chiari tranquillizza Baraldi. Ma fa presente che c’è un ostacolo: l’opposizione del dottor Alberto Pelletti, dell’ufficio patrimonio comunale. La stima per i posti auto per il tecnico comunale era di 800mila euro. A quel punto, sempre secondo la procura, entra in campo Massimiliano Volpi. Chiari si rivolge al direttore generale dal gennaio 2011. E in telefonate con Giorgetti l’ex superassessore invita il geometra a tranquillizzare la proprietà Safill. Il 22 febbraio la definizione della pratica sembra concreta. E l’8 marzo arriva la definizione dell’affare nonostante una procedura anomala visto che doveva passare prima in consiglio.
Danno erariale. La procura ha inviato la comunicazione dell’esercizio dell’azione penale per fatti di corruzione nei confronti di dirigenti comunali alla corte dei Conti di Firenze per il presunto danno erariale.
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