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Centri multiservizi sostituiranno gli ex sportelli

CASTELNUOVO. È un’equazione che dà sempre il solito risultato: tagli ai servizi, tagli alla montagna. La storia si ripete: oltre 170 chiusure di uffici postali in Toscana, di cui 22 sul territorio...

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CASTELNUOVO. È un’equazione che dà sempre il solito risultato: tagli ai servizi, tagli alla montagna. La storia si ripete: oltre 170 chiusure di uffici postali in Toscana, di cui 22 sul territorio lucchese e 13 in Valle del Serchio. Già adesso molti uffici periferici hanno orari di apertura stretti, ma riescono a svolgere i servizi essenziali che spesso si riassumono nella riscossione della pensione per le persone anziane. Ipotesi di salvataggio: uffici postali come centri servizi comunali con varie funzioni. Dovrebbe chiudersi con un 9 a 4 la sfida, a rovescio, tra Media Valle e Garfagnana. Sui nomi degli uffici chiusi però c’è confusione. Secondo l’elenco di Uncem Toscana, saranno chiusi tre sedi a Bagni di Lucca (Isola, Montefegatesi e San Cassiano di Controni), due a Barga (Ponte all’Ania e Mologno), due a Pescaglia (Loppeglia e Piegaio) e due a Coreglia (Calavorno e Coreglia), mentre in Garfagnana il taglio colpirà Minucciano (Gorfigliano e Carpinelli), Castiglione e Villa Collemandina (Corfino). «I nostri timori trovano conferma – dice Oreste Giurlani, presidente di Uncem Toscana –. Poste sta attuando un ridimensionamento deglii sportelli al pubblico. Gli uffici postali che rischiano la chiusura sono 1.156 in Italia, 174 in Toscana, la regione più falcidiata».

Poste comunica che saranno chiusi solo sportelli giudicati anti-economici e sembra esserci la possibilità, tramite accordi con gli enti locali, di trasformare uffici postali in centri multiservizi. Insomma: gli uffici devono “riciclarsi”. «Ma è quel che andiamo dicendo da mesi – spiega Giurlani –. Purtroppo nei nostri incontri con Poste, a livello regionale, non abbiamo mai riscontrato un vero interesse a trovare intese e sinergie con gli enti locali. Ci è stato detto che le chiusure erano inevitabili. Adesso Poste dice di aprire servizi a pagamento come il rilascio di certificati anagrafici o il pagamento del ticket sanitario. Se per sopravvivere un ufficio postale deve reinventarsi per noi è ok - conclude Giurlani - l'importante è non togliere questo servizio ai cittadini, specie nelle località più piccole e decentrate». (l.d)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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