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Lucca

Tornano in chiesa i preziosi affreschi di Baldassarre

Tornano in chiesa i preziosi affreschi di Baldassarre

Definiti come i migliori del Rinascimento lucchese saranno ricollocati nella cappella Pagnini della basilica

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LUCCA. Chi ha meno di cinquant’anni non li ha mai visti. Chi è più anziano se li ricorderà sbiaditi, malandati e fradici d’acqua. Sarà un evento, dunque, il ritorno nella chiesa di San Francesco degli affreschi di Baldassarre di Biagio. Definiti i migliori del Rinascimento lucchese, sono stati restaurati e verranno presentati in occasione dell’inaugurazione della cappella Guinigi, il primo degli edifici del complesso monumentale di San Francesco ad essere terminato.

Le opere di Baldassarre, invece, torneranno in un secondo momento nella loro sistemazione originaria – la cappella Pagnini della chiesa – e cioè a giugno del prossimo anno, quando la Fondazione Cassa di Risparmio conta di presentare al pubblico tutti i lavori eseguiti nel complesso di San Francesco, chiesa compresa.

Realizzati intorno al 1470 dal pittore lucchese – allievo nella bottega fiorentina di Filippo Lippi e conosciuto anche come maestro di Benabbio per aver eseguito il Trittico che si trova nella chiesa del piccolo borgo della Mediavalle – gli affreschi furono staccati oltre cinquant’anni fa dalla cappella Pignini, nell’altare laterale destro della chiesa di San Francesco, perché ci pioveva sopra e quindi erano in pessimo stato.

Vennero portati in un magazzino della Soprintendenza a Pisa, dove sono rimasti per tutto questo tempo fino a un anno e mezzo fa, quando la Fondazione ha acquistato il complesso e iniziato i lavori anche agli affreschi. In attesa di tornare nella loro collocazione originaria, la Fondazione li mostrerà al pubblico in occasione dell’apertura della cappella Guinigi - trasformata in auditorium da 120 posti - il primo dei gioielli del San Francesco ad essere riaperto.

Intitolata a Santa Lucia, quest’ultima venne fatta costruire nel 1354 da Francesco Bartolomei Guinigi per essere usata come cappella di famiglia. Prima dell’intervento della Fondazione Crl l’edificio versava in pessimo stato ed era chiuso da anni a causa del tetto pericolante. Nel corso dei lavori sono state trovate tombe importanti, tra cui quella di una delle mogli di Paolo Guinigi - il signore della città per più di trent’anni dal 1400 al 1430- oltre a un sigillo papale e a un anello d’oro con pietra preziosa del 1300.

Due delle sepolture sono state lasciate in evidenza sulla pedana rialzata dell’auditorium, costruita in legno come tutta la pavimentazione dell’edificio per rendere migliore l’acustica nell’auditorium. Le pareti, invece, sono dipinte con un motivo geometrico di colore grigio, un decoro ottocentesco ritrovato sotto gli intonaci bianchi. (p.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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