Finanza
Poste da cancellare ditte e pensionati pronti alla rivolta
In bilico gli uffici di Massa Macinaia e Gragnano ma anche quelli di Matraia, Pieve di Compito, S. Ginese e S. Gennaro
CAPANNORI. Anche Massa Macinaia e Gragnano sono tra gli uffici postali a rischio di chiusura. Dopo Ruota, altri uffici mono-unità, ovvero con un solo operatore allo sportello, potrebbero essere cancellati. Effetti del piano di razionalizzazione varato da Poste Italiane.
Le conseguenze sarebbero disagi per i cittadini che dovrebbero spostarsi in altri uffici più lontani per ritirare la pensione, effettuare versamenti o pagare le bollette
. Problemi potrebbero esserci anche nel recapito della posta visto il concomitante taglio di alcuni portalettere (si parla di 46 unità in tutta la Lucchesia).
Altri uffici in bilico sono quelli collinari di Matraia, Pieve di Compito, S. Ginese e S. Gennaro.
Ad accendere la spia rossa è stato il segretario Slp-Cisl della categoria, Marco Tortelli. Un allarme raccolto dal presidente di Uncem, Oreste Giurlani, e dal deputato Pd, Ermete Realacci, che hanno puntato l'indice anche su altri otto piccoli uffici postali tra Garfagnana e Versilia che potrebbero rientare nella cura dimagrante di Poste spa.
«Siamo fortemente preoccupati – afferma Tortelli – perché una serie di uffici, soprattutto quelli piccoli a mono unità, rischiano di non essere più operativi. E alla chiusura si somma la riduzione dei portalettere con disagi nel servizio di consegna. Si ipotizza una ventina di uffici a rischio chiusura, ma non lo sappiamo ancora con certezza. Aspettiamo, forse già nei prossimi giorni, di confrontarci con l'azienda per esporre la nostra contrarietà al piano di razionalizzazione con l'obiettivo di salvaguardare anche questi uffici».
Nella lista nera ci sono diverse frazioni. «Si possono fare delle ipotesi, anche se con alto indice di probabilità – spiega Tortelli - oltre a Gragnano e Massa Macinaia, che non credo abbiano una bassa utenza, nella riorganizzazione dovrebbero rientrare pure gli uffici postali delle zone collinari. Inoltre sono a rischio anche San Salvatore, e Botticino nel territorio di Villa Basilica. Il problema è che non sarebbe più garantito un servizio adeguato alle esigenze dei cittadini».
Nel caso del Compitese e delle frazioni collinari alcuni paesi, vista la conformazione del territorio molto dispersivo, sarebbero completamente isolati.
Gli utenti dovrebbero fare alcuni chilometri per raggiungere gli uffici più vicini.
Una riduzione del personale, secondo il sindacato, potrebbero esserci negli uffici bi-unità (con due operatori) che sono a Segromigno in Piano, Camigliano, S. Colombano, Pieve S. Paolo, Zone, Carraia e Lunata.
Il quadro sarà più chiaro e definito dopo l'incontro tra le organizzazioni sindacali e l'azienda.
«Come sindacato ci batteremo per salvaguardare questi piccoli uffici. Lo sportello postale, soprattutto nei piccoli centri, ha anche una funzione sociale e un’importanza irrinunciabile per i cittadini, in particolare per le fasce più deboli, pensiamo agli anziani, che alla poste affidano i propri risparmi e si recano per altri servizi per tradizione».
Proteste sono già avvenute a Ruota per lo smantellamento dell'ufficio postale del paese. I cittadini hanno dovranno recarsi a Colle di Compito per incassare la pensione. Una situazione monitorata anche dal Comune che ha a cuore la tutela dei propri cittadini e in particolare delle fasce più colpite dalla possibile chiusura degli uffici postali che rappresentano un servizio importante per la collettività. Ilaria Quilici, segretaria comunale della Lega, chiede al sindaco di prendere una ferma posizione e si interessi personalmente per impedire tali chiusure.
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