Il Tirreno

Lucca

Ortopedia introduce il medico speciale dedicato ai pazienti

di Nadia Davini
Ortopedia introduce il medico speciale dedicato ai pazienti

Rivoluzioni in reparto, in prospettiva del trasferimento nel nuovo ospedale in costruzione a San Filippo

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LUCCA. L'ortopedia si presenta. Dopo la riorganizzazione, funzionale anche al prossimo trasferimento nel nuovo ospedale, il reparto è costituito da un'unica struttura aziendale con a capo Andrea Gallacci.

La medicina dello sport è stata soppressa e collocata all'interno del dipartimento della prevenzione; le degenze sono state riorganizzate ed è stata creata la figura del medico tutor, un professionista che settimanalmente viene svincolato dai turni e segue in modo esclusivo i pazienti del reparto.

Sono queste le novità più importanti presentate ieri mattina dal direttore generale dell'azienda Usl 2 di Lucca, Antonio D'Urso, dal direttore sanitario Joseph Polimeni e dal direttore dell'Ortopedia aziendale, Andrea Gallacci.

«Proseguiamo su questo percorso – spiega Antonio D'Urso – all'insegna della trasparenza e del confronto con la comunità. L'ortopedia è notoriamente un'attività strategica perché ha un forte impatto sulla cittadinanza e rappresenta una delle funzioni principali del dipartimento chirurgico che stiamo riorganizzando secondo il nuovo modello per intensità di cura».

Un aspetto fondamentale è la riorganizzazione in atto nell'intera area chirurgica, in particolare per quanto riguarda le degenze, che è stata anticipata proprio in ortopedia.

Qui, infatti, a partire dallo scorso mese di maggio sono presenti trenta posti letto a ciclo continuo e quindici di week surgery (interventi che richiedono una degenza di 2/4 giorni).

«Per analizzare i dati nell'attività dell'ortopedia – racconta Joseph Polimeni – è necessario distinguere tra la traumatologia (interventi e ricoveri in urgenza a seguito di incidenti o altri eventi traumatici, ndr) e l'ortopedia di elezione (prestazioni programmate, ndr). Nel 2011 gli interventi programmati hanno rappresentato il 55 per cento della produzione chirurgica totale, contro il 45 per cento della traumatologia. Per quanto riguarda l'ortopedia elettiva la copertura della domanda dei cittadini del nostro territorio si mantiene intorno al 75 per cento».

Altri dati da segnalare sono quelli relativi all'efficienza: se la degenza pre-operatoria, passata da 0,6 del 2010 a 0,5 del 2011, risponde pienamente ai criteri stabiliti dalla Scuola Sant'Anna di Pisa, così non si può dire delle fratture di femore, operate entro le 48 ore dall'entrata in ospedale. Nel 2011 la percentuale è stata del 57 per cento: dato non ottimale, ma comunque superiore alla media nazionale.

Un aspetto negativo che però coinvolge l'ortopedia lucchese (e non solo) è quello delle fughe dei residenti: un quarto dei cittadini lucchesi continua a rivolgersi altrove, nonostante che, a sentire il direttore di ortopedia, le eccellenze non manchino.

«La chirurgia artroscopica della spalla rappresenta un punto di eccellenza – spiega Gallacci –. Per quanto riguarda l'attività chirurgica maggiore, negli ultimi anni, è cambiata in maniera sostanziale la fase di progettazione ed impianto protesi di anca, spalla e ginocchio. C'è un progetto pre-operatorio personalizzato e cucito su misura in base alle necessità del paziente, essendo anche in grado di garantire un allineamento perfetto degli impianti protesici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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