Il Tirreno

Lucca

Consumi presunti e bollette più salate

di Flavia Barsotti
Consumi presunti e bollette più salate

Cresce il malcontento verso le aziende che fatturano prevalentemente a forfait e poi fanno il conguaglio sui dati reali

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LUCCA. Bollette salate che non corrispondono alla verità e che si traducono in un esborso non dovuto e solo in un secondo tempo bilanciato da rimborsi o detrazioni dalle successive bollette. Ormai è una regola e così fra gli utenti delle varie società di erogazione di servizi (gas, energia, acqua), già in difficoltà per il bilancio familiare che deve fare i conti con la crisi, aumenta il malcontento per la tariffazione dei consumi presunti. Numeri verdi e servizi clienti, siti internet e sportelli, tutti per segnalare l’errore e comunicare il consumo effettivo che si rivela spesso inferiore a quanto stimato dalle società.

La protesta. Molti utenti non lo sopportano più e si rivolgono anche al giornale per denunciare quella che secondo loro è un’ingiustizia realizzata dalle aziende di fornitura dei servizi che così possono contare su una liquidità anticipata a scapito di quella delle famiglie. «Quella della lettura presunta è una procedura legittima – spiega Fabio Coppolella, presidente Federconsumatori – è prevista dalla normativa e viene realizzata tenendo conto dei consumi storici», anche se dovessero discostarsi eccessivamente da quelli reali. Il fenomeno è più evidente in questo periodo estivo, visto che a causa della crisi le abitudini delle famiglie si sono sensibilmente modificate. Dalle aziende di servizio ci si giustifica anche sostenendo che le stime sono calcolate anche sulla base di tabelle e parametri stabiliti dalle autorità e da precedenti verifiche.

Consumi eccessivi. Ma intanto alcuni utenti della Gesam segnalano di non raggiungere, in termini di consumo, l’importo presunto nemmeno tre mesi dopo la ricezione della bolletta. «Basta inviare – spiega Ana Campelo, impiegata della Gesam – un’autolettura ai nostri uffici almeno dieci giorni prima della fatturazione. Anche perché una volta che la bolletta è stata fatturata, l’autolettura non viene presa in considerazione. Il nostro sito internet offre inoltre la possibilità di monitorare le bollette, i consumi e le scadenze». Prestare attenzione a tempi e a cifre, dunque, ma, si intuisce, non è un servizio di facile accesso per tutte le fasce di età.

Poche le letture dei consumi. I controlli e le verifiche dei tecnici Gesam vengono effettuati due volte l’anno ed è sulla base di questi che si calcola l’importo dei mesi successivi. Tenendo aperta l’opportunità di rimborsi, è evidente che anticipando il pagamento, a trarne vantaggio non è il cliente. La Gesam si riserva nei prossimi giorni di fornire le percentuali tra letture vere e presunte, ma intanto anche alla Geal i conti si fanno sulla base di rilevamenti compiuti due volte all’anno, alternando due bollette in acconto e due a saldo con la possibilità di comunicare il valore reale.

La tecnologia aiuta. Visti però i benefici che la tecnologia può offrire ci si chiede come mai ancora non vengono realizzati sistemi per la lettura a distanza dei consumi. L’Enel, infatti, dal 2002, ha installato contatori elettronici che registrano il consumo effettivo e inviano il dato all’azienda. «Il 100% dei nostri importi calcolati è effettivo. – spiegano all’ufficio stampa – è molto raro che una bolletta riporti il valore presunto. Quando avviene, la causa è un blocco del sistema per registrazione o manutenzione, ma tutto torna normale il mese successivo. L’utente può comunque mettersi in contatto e risolvere l’eventuale problema».

Quando c’è la mora. Un’indennità di mora di 15 euro e 49 centesimi è, invece, quanto ha dovuto pagare un lettore per una bolletta dell’acqua rimasta in giacenza alla Posta, per un disguido, due settimane dopo la scadenza, facendo quasi raddoppiare l’importo rispetto al consumo. Dalla Geal, l’amministratore delegato Paolo Saccani spiega: «Il nostro principio fondamentale è quello della buona fede dell’utente. Qualora la colpa è da imputare a cause esterne, non applichiamo né indennità, né interesse di mora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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