Il Tirreno

Lucca

Taglio da 5 milioni e la Provincia rischia il dissesto

di Flavia Barsotti
Taglio da 5 milioni e la Provincia rischia il dissesto

Evitano di sbilanciarsi presidente e assessore alle finanze ma preoccupano accorpamento e entità dei risparmi

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Sembra che non sia ancora il momento di fare i conti con i tagli previsti dal decreto spending review per il presidente della Provincia, Stefano Baccelli, e per l’assessore alle finanze, Andrea Giorgi. Evitano infatti, almeno per ora, alcun commento su quale impatto possa avere sulla provincia di Lucca l’imponente taglio di finanziamenti di cui si parla. Sta di fatto che, stando alle prime cifre circolate da Palazzo Chigi, a fronte di una spesa corrente del 2011 che ha superato i settantasei milioni di euro, i tagli del 2012 potrebbero sfiorare i cinque milioni. Se così fosse, il rischio del dissesto finanziario potrebbe essere alto.

«Stiamo già cercando di razionalizzare le spese – afferma infatti Giorgi – e la decurtazione di ulteriori cinque milioni potrebbe rivelarsi pesantissima, ma al momento non posso ancora esprimere un giudizio o una previsione su cosa accadrà». Dello stesso avviso Baccelli che rinvia valutazioni, analisi e commenti a quando avrà ricevuto informazioni più dettagliate e certe.

Restano intanto i dubbi sulla riforma delle province secondo la quale la Toscana potrebbe essere una delle regioni più coinvolte. Saranno infatti accorpate o ridotte le province che non rispetteranno alcuni criteri che saranno noti soltanto tra una decina di giorni con un nuovo decreto. Si parla di estensione (meno di 3mila km quadrati) e numero di abitanti (almeno 350mila). Se così fosse e se fosse necessario rispettarli entrambi, la provincia dovrebbe sparire. Così non sarà invece, se basta rispettare uno solo dei due parametri visto che Lucca ha 393mila residenti e si estende per 1.772 chilometri quadrati.

Non si pronuncia, a riguardo, l’assessore alle finanze: «Non abbiamo ancora niente di certo, i criteri sembravano essere tre ma i cambiamenti sono in corso. Poi, inizialmente avevo infatti sentito parlare di 500mila abitanti, poi il numero era sceso a 350.000. Dobbiamo attendere per poter fare valutazioni esatte».

Le ipotesi per la nostra provincia sono sostanzialmente due: l’unione con quella di Massa Carrara o la creazione di una superprovincia con Lucca, Massa Carrara, Pisa e Livorno. «La decisione finale – spiega Baccelli – spetterà al Consiglio delle autonomie locali, regione per regione. Questa mi sembra l’unica buona notizia. Per quanto mi riguarda, mi spenderò per consentire a Lucca di rimanere autonoma, se consentito dai parametri governativi. In caso contrario, lavorerò con il massimo impegno per l’unione con quella di Massa Carrara. Ci sono delle ragioni evidenti per privilegiare questa soluzione».

La costa versiliese e quella massese, fa notare, costituiscono un unicum geografico, con forti interconnessioni turistiche ed economiche; le zone montane hanno il tratto distintivo comune delle Apuane e ci sono analogie morfologiche e socioeconomiche tra Garfagnana e Lunigiana. «Inoltre – prosegue Baccelli – l’integrazione tra Lucca e Massa-Carrara per dimensioni e abitanti appare adeguata a svolgere al meglio le funzioni che la riforma sembrerebbe assegnare come viabilità, trasporti e ambiente». Resta che gli organi amministrativi delle province verranno nominati direttamente dai Comuni. «Trovo improvvido - conclude Baccelli - cancellare l’elezione diretta del presidente, ovvero togliere la legittimazione popolare. I cittadini hanno diritto di scegliere chi li governa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

ALTRI SERVIZI alle pag. 2 e 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa