Attenzione
Sequestrati 3,8 milioni a sette imprese
La Guardia di Finanza blocca i conti correnti alle ditte accusate di aver omesso il versamento di imposte per 4 anni
LUCCA. Sequestrati 3,8 milioni di euro sui conti correnti di sette aziende accusate di mancati versamenti di imposta. L’operazione è stata effettuata dai finanzieri del comando provinciale di Lucca, nell’ambito di specifiche deleghe d’indagini disposte dalla pProcura della Repubblica.
I provvedimenti sono stati adottati a seguito dei mancati versamenti di imposte e conseguenti violazioni di natura fiscale relative agli anni che vanno dal 2007 al 2010. Infatti nel caso in cui l’omesso versamento sia superiore alla soglia di 50mila euro l’illecito non è più amministrativo ma assume rilevanza penale.
Nel mirino della Finanza sono finiti: un gioielliere di Lucca, due imprese edili della zona di Altopascio; una falegnameria e una azienda di autotrasporti della Valle del Serchio; un’azienda che si occupa di smaltimento dei rifiuti e una associazione socio-culturali, sempre operanti nel territorio provinciale.
I finanzieri hanno individuato, presso vari istituti di credito, tutti i tipi di rapporti riconducibili agli amministratori delle varie imprese e, a garanzia del credito erariale, hanno posto sotto sequestro somme di denaro per complessivi 3.782.433 euro.
I sequestri hanno interessato anche i conti correnti intestati alle società che hanno beneficiato degli omessi versamenti, di cui gli amministratori avevano la disponibilità.
Gli importi sequestrati resteranno vincolati (cioè indisponibili) fino all’adozione della confisca per equivalente.
Si tratta di misure antievasione di recente introduzione nel panorama legislativo penale–tributario, che mira a garantire che l’autore del reato venga spossessato di beni mobili o immobili, per un valore equivalente all’ingiusto danno (evasione delle imposte dovute) provocato all’Erario, ossia alle casse dello Stato e di riflesso a tutta la collettività.
La Finanza effettua di continuo verifiche fiscali e quando è possibile cerca di applicare la cosiddetta confisca per equivalente.In questo modo infatti si evita che accada quello che succedeva in passato, quando durante la fase del contenzioso il soggetto sotto accertamento si disfaceva di sue proprietà per evitare che venissero aggredite dal Fisco in occasione di questi controlli.
Tra l’altro è singolare che nelle maglie delle FiammeGialle sia finita anche un’associazione socio-culturale: com’è noto quelle che rispondono a determinati requisiti hanno una serie di privilegi fiscali, mentre altre - come il caso in questione - dono di fatto vere e proprie attività commerciali e in quanto tali soggetti sottoposti a tassazioni.(f.t.)
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