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Panem, la Provincia s’impegna a garantire l’occupazione

ALTOPASCIO. «La Provincia continua a lavorare per garantire un futuro occupazionale ai lavoratori della Panem, in qualunque modo si concluda questa drammatica vicenda». Parola di Francesco Bambini e...

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ALTOPASCIO. «La Provincia continua a lavorare per garantire un futuro occupazionale ai lavoratori della Panem, in qualunque modo si concluda questa drammatica vicenda». Parola di Francesco Bambini e Mario Regoli, i due assessori provinciali che hanno seguito le vicende dello stabilimento.. Negli ultimi giorni, la vicenda Panem è stata contrassegnata da aspre polemiche tra una parte dei 54 lavoratori rimasti senza impiego e la Flai-Cgil e domani ci sarà un nuovo referendum.

I dipendenti hanno, infatti, criticato la bozza di accordo presentata dalla Flai che prevede 4000 euro sul Tfr di ogni lavoratore come anticipo, ovvero mille euro al mese da luglio a ottobre, previo nulla osta da parte dell’assemblea dei creditori. Gli stessi 4000 euro sarebbero da interpretare come incentivo all’esodo, una volta accolta la modifica del concordato da parte del tribunale di Monza, in settembre. A quel punto, l'assemblea dei creditori potrebbe mettere a disposizione i soldi per rifondare il Tfr. In cambio di questa manovra, la Novelli chiede la rimozione del presidio entro il 15 luglio e promette di presentare la domanda di modifica al tribunale.

L’assessore Bambini, tuttavia, non entra nel merito della polemica. «Mi auguro che le divergenze si appianino al più presto – commenta – nell’interesse di tutti. Dobbiamo rimanere concentrati sul dramma vero: la perdita del posto di lavoro per quasi 60 operai».

L’assessore alle vertenze sindacali, insieme con Regoli (con delega alla formazione e alle politiche attive del lavoro), ripercorre l’ultimo anno della Panem. «Ho sempre sottolineato che la responsabilità di questa situazione deve essere ricercata nella gestione che ha preceduto il Gruppo Novelli, gestione che ha lasciato un’azienda che non investiva da anni, che aveva perso significative quote di mercato e che operava in una struttura in affitto. Certo, l’arrivo della Novelli non ha migliorato le cose. Fin dal primo incontro, nell’ottobre del 2011, capimmo subito che era stata fatta un’operazione di mera speculazione» spiegano i due amministratori.

– La Provincia non demorde. «Il nostro obiettivo è quello di ricollocare i lavoratori, o anche di arrivare ad avviare una qualche forma di attività in quello stabilimento. Non sarà facile, ma dopo mesi di lotta non possiamo abbandonare più di 50 famiglie al loro destino».

Arianna Bottari

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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