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La Pergola si lascia il Giglio alle spalle

La Pergola si lascia il Giglio alle spalle

Accordo ancora senza contenuti, il teatro fiorentino presenta progetti e ricerca fondi senza Lucca

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LUCCA. Garbato, ma deciso. Marco Giorgetti (a sinistra nella foto), direttore generale della Pergola, conferma che il teatro di Firenze marcia senza il Giglio, anche verso i contributi comunitari. L’accordo di mutua collaborazione fra i due teatri, sottoscritto a gennaio e suggellato dall’ingresso del manager nel consiglio di amministrazione del Giglio, è ancora fermo agli intenti. A riempirlo di contenuti - dice Giorgetti - se vorrà, dovrà essere il nuovo cda del Giglio, del quale da un paio di giorni il manager non fa più parte. Ma è anche possibile che l’accordo resti lettera morta, non implicando impegni economici per nessuno.

Di certo, la Pergola non starà ad aspettare il Giglio. Il teatro fiorentino, infatti, ha presentato a maggio il proprio cartellone, con inaugurazione anticipata e un carnet di spettacoli di primo piano, grazie anche alla direzione artistica internazionale affidata a Maurizio Scaparro; il Giglio, invece, non ha ancora pubblicato le date della stagione 2012-2013 complice la campagna elettorale che ha rallentato l’attività. Compresa la collaborazione con la Pergola.

«La possibilità di approvare un piano che attui l’accordo sottoscritto alcuni mesi fa - osserva Marco Giorgetti - dipende dalla strategia che vorrà adottare il nuovo consiglio di amministrazione del Giglio. Spetta ai nuovi consiglieri, infatti, valutare la bontà dell’accordo e decidere se attuarlo». In sostanza, Giorgetti assicura che non esistono problemi di rapporto fra i due teatri, tanto meno per il fatto di non essere stato confermato nel cda del Giglio. Ma ribadisce anche che, in assenza di contatti e di un piano attuativo concreto, lavora esclusivamente nell’interesse della Pergola. «E’ nel pieno diritto del nuovo sindaco - sottolinea il manager - rinnovare il cda del Giglio con persone di sua fiducia, come è nel pieno diritto del nuovo cda decidere la propria strategia. Compresa quella di non dare seguito a un accordo impostato da altri, tanto più che non ci sono vincoli contrattuali di natura economica». Nell’attesa che il nuovo Giglio decida come comportarsi, però, la Pergola si muove in modo autonomo. «In questo momento - conferma il manager - io sto lavorando esclusivamente nell’interesse della Pergola. Abbiamo importanti progetti di formazione e produzione teatrale per i quali abbiamo richiesto fondi comunitari. Se in futuro ci sarà modo di inserire anche il teatro lucchese in queste o in altre operazioni non ci tireremo indietro. Tutto dipende dalle decisioni del cda. Quello che è certo, però, è che la Pergola non aspetta il Giglio».

Ilaria Bonuccelli

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