Il Tirreno

Lucca

Risparmio di 2 euro a multa con la gara

di Ilaria Bonuccelli
Risparmio di 2 euro a multa con la gara

Senza proroghe il Comune avrebbe speso centinaia di migliaia di euro in meno per la gestione delle contravvenzioni

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LUCCA. Risparmio netto di 2,34 euro per ogni multa confezionata e spedita. E’ questo l’unico dato certo che emerge dalla relazione sulla gestione delle contravvenzioni consegnata lunedì al sindaco: se il Comune avesse appaltato il servizio senza perdersi in proroghe, i costi si sarebbero quasi dimezzati. Ma secondo i dirigenti chiamati a ricostruire la vicenda degli incarichi a Maggioli spa, i «maggiori costi causati dalla proroga sono un dato valutabile solo a posteriori, al momento dell’aggiudicazione provvisoria».

In altre parole, secondo i funzionari sarebbe stato impossibile prevedere che con la gara d’appalto i costi si sarebbero ridotti. Come sarebbe «incongruente» ricostruire gli impegni di spesa decisi per coprire il servizio, dal momento che i costi aumentano insieme al numero dei verbali trattati: neppure una parola, però, su quanti siano i verbali realmente trattati con i 2,7 milioni spesi per confezionale e spedire le multe. Inoltre - stando alla relazione - non si possono mettere in relazione diretta entrate e uscite del servizio di gestione delle multe, perché gli incassi sono sempre posticipati rispetto alle spese, quando si tratta di riscuotere le multe. Anche in questo caso, però, non ci sono cifre. E, soprattutto, non si spiega (cifre alla mano) quale sia la convenienza per il Comune a dare in appalto il servizio.

Gara, proroghe e incongruenze. La relazione ricostruisce - come più volte anticipato dal Tirreno - che il contratto tuttora in vigore grazie alle proroghe è quello sottoscritto in seguito alla gara bandita con determina 112 del 19 settembre 2008 e affidato, poi, con determina 116 dell’11 febbraio 2009. «L’aggiudicazione - si legge nella relazione - aveva le seguenti caratteristiche: inizio del servizio in data 1° ottobre 2009; scadenza il 30 settembre 2011; costo di gestione per atto pari a 5,957 euro» più un altro onere.

I problemi, però, sono due: il primo è che la determina 112 del 2008 non esiste o, comunque, non si trova nell’archivio dell’albo pretorio del Comune. Provando a rintracciarla il messaggio è questo: «Nessun documento soddisfa i criteri di ricerca». Il secondo è che nella determina di aggiudicazione del servizio si precisa che il nuovo incarico scatta dal 1° mar«o 2009 e si concluderà il 28 febbraio 2011. Salvo, poi, scoprire che il contratto - secondo quanto riferisce la relazione - che il contratto è stato sottoscritto il 27 luglio 2009, cinque mesi dopo l’aggiudicazione. Perché poi, dal 27 luglio l’inizio della nuova gestione sia slittata al primo ottobre è da capire. Come è da capire in quei sette mesi, che vanno da marzo a ottobre, come sia stata garantita la gestione delle contravvenzioni: è stata stabilita una proroga rispetto all’affidamento precedente? E da chi? Su quali basi?

La durata delle proroghe. Anche con il contratto partito a ottobre invece che a marzo, resta il fatto che le proroghe concesse sono già durate 10 mesi, invece dei 6 previsti al massimo dalla legge. Secondo la relazione questo protrarsi delle proroghe è giustificabile con il contenzioso che si è aperto sulla gara d’appalto. Nessuna precisazione, però, sulla ragione per la quale il nuovo bando sia stato pubblicato nello stesso giorno di scadenza del vecchio contratto (il 30 settembre, considerando lo slittamento iniziale di 7 mesi) e non prima, in modo da evitare proroghe. Lo studio per bandire la nuova gara - ricostruisce la relazione - è iniziato a maggio «con calcoli approfonditi per stabilire l’importo a base di gara, oltre all’analisi della precedente procedura». Resta il fatto che se a maggio la gara fosse stata bandita, invece che impostata, non ci sarebbero stati ritardi nell’aggiudicazione.

Costi e ricavi. La relazione sostiene che non si possano mettere a confronto i 2,7 milioni spesi in 10 mesi - fra settembre 2011 e luglio 2012 - per la gestione del servizio e i 3,3 milioni incassati con le multe nel 2011, a fronte di una previsione di 5,2 milioni. I dati, in sostanza, vengono considerati disomogenei. «Un raffronto fra quanto speso e quanto incassato - si le gge nella relazione - non può essere riferito a un esercizio, visto che c’è chi paga subito, chi paga a seguito di ricorso, chi magari non papa o chi è costretto a pagare dopo l’emanazione del ruolo. Se davvero si spendesse 2 per incassare 3 nessuno potrebbe sostenere la convenienza di elevare multe. Ma non è così. La media del valore delle varie tipologie di contravvenzione supera i 60 euro (al lordo delle spese di procedimento) ed è evidente che le 130mila contravvenzioni annuali (registrate nel 2011, ndr) hanno un valore di quasi 5,5 milioni, anche se riscosse solo al 70%». A parte il fatto che lo stesso Comune parla di un’evasione vicina al 50%, il ragionamento non chiarisce il reale rapporto fra costi e ricavi del servizio. Se il confronto non è possibile su base annuale, lo sarà sulla base della durata del contratto. Altrimenti non si comprende come il Comune - in assenza di entrate e spese certe - possa sostenere l’economicità dell’affidamento esterno del servizio.

Spese certe, verbali no. Infine, la relazione insiste sul fatto che la spesa del servizio aumenti con il numero dei verbali gestiti. Vero. Però, non chiarisce il numero dei verbali trattati con i 540mila euro riconosciuti a Maggioli a ottobre e dicembre, fra una proroga da 850mila euro e un’altra da oltre 600mila euro. Proroghe che, al contrario, precisano il numero delle multe che sarebbero state gestite e spedite.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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