Italia
Poste sfondate dall’auto dei rapinatori
Con una vecchia Fiat due malviventi mandano in frantumi l’ingresso dell’ufficio e rubano i 36mila euro del Postamat
PIEVE SAN PAOLO. Sono passate le 14 da pochi minuti. L'ufficio postale di Pieve San Paolo è chiuso al pubblico e le due impiegate sono indaffarate. Una sta caricando la macchina del Postamat, l'altra sta sistemando i conteggi della mattina. Fuori fa caldo, il termometro segna 37 gradi, il piazzale è deserto.
Di colpo uno schianto.
Un accartocciarsi di lamiere, la vetrina anti sfondamento dell'ufficio postale divelta e quasi sbriciolata.
L'uomo alla guida della vecchia Fiat Punto che si è scagliata a marcia indietro contro la vetrina scende di corsa indossa un casco da motociclista. Il complice che siede al suo fianco ha il volto travisato da una sorta di sciarpa.
I due entrano nell'ufficio postale attraverso la vetrata sfondata e si dirigono verso la macchina del Postamat dove un'impiegata sta provvedendo a ricaricarla.
Le due impiegate che si trovano nell'ufficio postale urlano. Il malvivente che indossa il casco dice di stare calme, che non succederà niente, si tratta di una rapina. L'altro bandito non pronuncia una parola. Si limita ad infilare tutto il denaro che l'impiegata stava mettendo all'interno del Postamat dentro una borsa termica che si ha portato con sé e fugge con un bottino di 36mila euro. Tutto si conclude nel giro di pochissimi minuti, poi i malviventi salgono in macchina e fuggono in direzione di Lucca facendo perdere le proprie tracce.
«Stavo iniziando a pranzare - racconta una persona che abita nella zona - quando ho udito lo schianto ed un grido lacerante. Ho pensato ad un incidente stradale e sono corso alla finestra. Ho capito subito che si trattava di una rapina e ho avuto appena il tempo di vedere uno dei banditi di spalle che saliva in macchina e poi la vecchia Fiat Punto è partita a tutta velocità verso Lucca».
Altre persone hanno visto i banditi in fuga ed immediatamente è scattato l'allarme. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i carabinieri guidati dal comandante la stazione di Capannori , il maresciallo Antonio Fasiello.
L'allarme viene diramato a tutte le pattuglie e scatta la caccia ai fuggiaschi con posti di controllo sulle maggiori strade di scorrimento. Le pattuglie della caserma di Capannori nel corso della mattina erano già passate dalla zona nel corso dei normali controlli anti rapina, ma i malviventi non si sono lasciati impressionare.
APieve San Paolo sono arrivati anche gli uomini della squadra scientifica dei carabinieri del Cortile degli Svizzeri che hanno provveduto a fare accurate ricerche. C'è il fondato sospetto che i due banditi si siano avvalsi di un complice che ha fatto da palo in maniera da segnalare il momento in cui l'impiegata si apprestava a ricaricare il Bancomat. Lo stesso complici potrebbe essersi messo alla guida dell'auto, in maniera di facilitare la fuga subito dopo il colpo. Sul posto sono intervenuti anche gli ispettori delle Poste.
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