Attenzione
Imu, evasione ai minimi termini La prima rata rende 7,8 milioni
Introiti superiori alle previsioni ministeriali, ma un po’ sotto (300mila euro) alle ipotesi comunali Ora si pensa al conguaglio: l’aumento sulla seconda casa può pesare da 3 a 6 milioni sui contribuenti
LUCCA. Previsioni (quasi) rispettate con l’Imu. I contribuenti non si sottraggono all’imposta che sostituisce l’Ici e, a giugno, vanno in tanti a pagare la prima rata. Questo, almeno, emerge dagli introiti aggiornati a ieri mattina. Resta da vedere, però, che cosa succederà con la rata di conguaglio, a dicembre, quando potrebbe arrivare la stangatina sulla seconda casa, se non affittata a canone concordato. L’ipotesi del Comune è di alzare l’aliquota base dal 7,6 per mille al 9 o anche al 9,6 per mille, considerando che - alle rendite attuali - ogni punto di aumento corrisponde a 3 milioni di entrate. Alzare, quindi, di due punti l’aliquota sulla seconda casa significa puntare a un introito di altri 6 milioni, metà dei quali, però, dovranno prendere la via per Roma.
La prima rata. A differenza di quanto accaduto in altri Comuni, l’evasione Imu a Lucca sembra ridotta ai minimi termini.
Secondo la previsione del ministero il Comune avrebbe dovuto incassare (di quota propria) 7,4 milioni dalla prima rata dell’imposta; le previsioni dell’ente, invece, erano di 8,1 milioni. Alla fine l’incasso accertato a ieri mattina è di 7 milioni e 820mila euro, superiore di 400mila euro alla previsione statale, ma inferiore di circa 300mila a quella comunale. «In questi giorni - dicono l’assessore al bilancio, Antonio Sichi, e il ragioniere capo Serafino Turturici - ancora vengono registrate alcune entrate della prima rata di Imu, dovute a pagamenti effettuati dopo la scadenza del 18 giugno. Questo rivolo, però,si sta esaurendo. E’ probabile che si esaurisca prima che gli introiti siano saliti a 8,1 milioni».
L’andamento, comunque, è positivo, nonostante le discrepanze di previsioni fra il ministero e il Comune. Roma, infatti, per Lucca aveva ipotizzato un’entrata da abitazione principale, di 4, 4 milioni, mentre il Comune si era fermato a 4 milioni «anche in considerazione - spiega Sichi - delle rendite molto basse delle nostre case. Ce ne sono ancora molte che risultano avere i servizi fuori».
La prospettiva. Le previsioni di entrate - sottolinea l’assessore al bilancio - devono essere lette in relazione al momento attuale «visto che l’amministrazione comunale non ha ancora stabilito le aliquote definitive, avendo fino al 30 settembre per approvare il regolamento di attuazione E’ certo, però, che lasceremo l’aliquota sulla prima casa al 4 per mille: non riusciamo a ridurla, ma sicuramente non la aumenteremo. Confermiamo anche un’aliquota agevolata per le seconde case affittate a canone concordato per alleggerire l’emergenza abitativa che è sempre più pressante». Al contrario, verrà alzata l’aliquota sulle seconde case sfitte o affittate a canone di mercato. «Non porteremo l’aliquota al massimo consentito dalla legge (il 10,6 per mille) - conclude Sichi - ma pensiamo a un aumento fino al 9 (o magari fino al 9,6) per mille. Dobbiamo valutare considerando che un punto di Imu, sulle seconde case, vale 3 milioni. Un rincaro di due punti, quindi, ne varrebbe sei, anche se la metà spetterebbe allo Stato».
Ilaria Bonuccelli
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