Sicurezza
Appello dell’Eurosak: salvate l’azienda
Le maestranze si appellano a tutte le istituzioni e attaccano: «Inaccettabile mandarci a casa»
PORCARI. Delusi e arrabbiati. I lavoratori Eurosak speravano di salvare il posto e ora si appellano alle istituzioni per salvare la storica azienda di via Capannori.
I dipendenti manifestano «tutta la loro rabbia ed amarezza per l'avvicinarsi di un epilogo tragico di una vicenda che proprio non è possibile comprendere, visto che il tribunale di Lucca su cui facevamo affidamento sembra completamente insensibile a tutte le sollecitazioni istituzionali ed insiste caparbiamente su una linea di condotta distruttiva e contraria ad ogni logica. Per di più anche la stampa di questi ultimi giorni sembra ormai orientata a rappresentare una situazione senza via d'uscita e in larga misura causata dagli stessi lavoratori che hanno "bocciato" il piano Selene. In primo luogo ribadiamo che il diniego è stato espresso dalla quasi totali e dei lavoratori (tutti meno quelli in mobilità) ed è scaturito dalla richiesta del rappresentante sindacale Cisl di avere il mandato per una trattativa senza che i lavoratori potessero conoscerne, anche per sommi capi, i contenuti e nonostante lo avessero più volte richiesto, anche per delle informazioni trapelate sul piano Selene erano assolutamente negative come poi si è visto: ricorso a mano d'opera interinale, chiusura indeterminata dello stabilimento di Porcari per non meglio precisati lavori di manutenzione e conseguente trasferimento dei lavoratori a Marghera e Pontetetto, ricorso per 5 anni ad una turnazione che è consentita solo in casi eccezionali e per periodi di tempo limitati (3 giorni di lavoro 1 di riposo, cioè 48 ore settimanali), assenza di qualsiasi maggiorazione anche per straordinari, non riconoscimento della attuali qualifiche. E’ sembrato evidente a tutti - dicono i lavoratori - che la proposta fosse, solo uno schermo per evitare la richiesta di danni a Selene per la mancata presentazione del Piano, piuttosto che una base reale per costruire un futuro occupazionale. In altri termini secondo noi il piano Selene era stato gia concepito per essere respinto e com’è successo. Ma ciò che, agli occhi dei lavoratori appare ancora più incredibile, è che il tribunale, dopo che la sentenza della Corte d'Appello omologando il concordato ha riconosciuto valido e attuabile il piano Eurosak approvato dai creditori, il quale prevede l'impiego di oltre 75 lavoratori, con le vecchie qualifiche, orari e maggiorazioni, abbia invece ritenuto non percorribile soluzioni diverse dalla chiusura dell'azienda: cioè inaccettabile. Non si capisce i perché non possa neppure proseguire un esercizio provvisorio che, come dichiarato in più occasioni dalla curatela, ha risanato l'azienda e prodotto utili, almeno fino alla definizione della vicenda che vede contrapposti il tribunale di Lucca e la Corte d'Appello. Se l'azienda chiuderà, oltre ai posti di lavoro perduti si avrà anche una distruzione di valore enorme: non ci sembra che questo vada neppure, come vorrebbe fare intendere la curatela, a salvaguardare l'interesse dei creditori, ma allora se nessuno ci guadagna perché si fa? Rivolgiamo un appello accorato a tutte le istituzioni affinché si adoperino per evitare la distruzione di un'impresa che avrebbe ancora tutte le carte in regola per competere sui mercati».
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