Finanza
Alloggi popolari nell’ex Croce Verde
Comune mobilitato per aiutare i cittadini: entro luglio saranno assegnate case in via Vecchi Pardini e alla Spiaggetta
LUCCA. Comune mobilitato per far fronte all’emergenza-sfratti per morosità, che da gennaio a ora sono già 123. E che rischiano di raddoppiare nel giro di un anno. A testimonianza della gravissima crisi economica che penalizza le famiglie a basso reddito. A palazzo Orsetti si cercano soluzioni. Non è facile, ma il sindaco Alessandro Tambellini e l’assessore al sociale Carla Reggiannini sono impegnati a dare risposte ai (tanti) cittadini che vivono con l’incubo di perdere il tetto.
«Il Comune - dice i sindaco - d’accordo con gli uffici farà quanto prima il punto sulla situazione e attiverà tutti i meccanismi necessari per giungere a una soluzione. L’ufficio casa si sta attrezzando per stabilire l’entità dell’emergenza e mettere a punto i provvedimenti opportuni. Per avere un quadro più chiaro e prendere decisioni in merito si attende comunque la discussione del bilancio in programma entro luglio, dopodiché si passerà alla fase successiva perché ogni famiglia ha diritto alla serenità. E una casa dove vivere dignitosamente è sicuramente una delle maggiori necessità. Che rientra tra le priorità dell’amministrazione che intende venire incontro ai fabbisogni dei cittadini. Soprattutto quelli più sfortunati».
L’allarme sfratti ha suonato anche sui tavoli della Regione che, per le recenti ristrettezze governative, può farsene carico a seconda delle (poche) disponibilità. Sembra però che in prospettiva si intenzionata a offrire un notevole contributo per la ristrutturazione dell’immobile che in passato ha ospitato la Croce Verde, in via Brunero Paoli che dovrebbe essere trasformata in appartamenti da assegnare alle famiglie bisognose. E forse sarebbe anche il primo passo verso il recupero di una parte della città da troppo tempo in stato di abbandono e degrado, vicina a Porta Elisa, una delle zone più prestigiose della città.
La situazione è critica e investe soprattutto le fasce più deboli della società che anche a Lucca pagano il prezzo più alto.
Principalmente operai, immigrati e famiglie monoreddito che, complice la crisi economica e l’introduzione dell’Imu, si trovano a fare i conti con licenziamenti e cassa integrazione o, nel migliore dei casi, diminuzione degli orari di lavoro.
I mesi passano, i soldi scarseggiano e quei pochi servono per mangiare e spesso per curarsi.
Si tagliano le spese superflue, viaggi e vacanze, ma ciò che resta non è sufficiente a onorare il canone di affitto.
E così dopo qualche tempo fioccano le ingiunzioni col rischio di finire in mezzo alla strada
I dati parlano chiaro e non sono certo confortanti. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato il quadro attuale della situazione che risulta dai documenti del tribunale.
«Una situazione assolutamente preoccupante, anche se più contenuta rispetto ad altre realtà della Toscana» dice l’assessore al sociale Carla Reggiannini, secondo la quale è necessario intervenire al più presto per evitare l’aggravarsi di uno dei peggiori drammi sociali.
«La situazione - afferma Reggiannini - è al momento sotto controllo grazie anche a una convenzione con il gruppo volontari assistenza immigrati che prevede anche soluzioni per il sostegno delle famiglie italiane che vengono indirizzate verso strutture congeniali a canone sostenibile».
Con l’aumento degli sfratti cresce anche il fabbisogno di alloggi transitori dove le famiglie sfrattate possono essere collocate temporaneamente, in attesa di soluzioni lavorative che consentano di riappropriarsi della tranquillità economica.
E di conseguenza ritrovare quella dignità che mai dovrebbe venire meno, soprattutto quando si hanno figli minori sui quali inevitabilmente si ripercuotono le frustrazioni familiari.
Intanto si allunga la fila di cittadini che chiedono contributi per l’affitto di alloggi privati e di edilizia residenziale sperando si tratti di una soluzione temporanea.
Secondo l’assessore al sociale è necessario attivare una politica di recupero degli immobili che potrebbero risolvere la situazione, prima ancora di pensare a costruire nuovi alloggi e contribuire alla cementificazione delle aree urbane. Nel frattempo stanno per essere ultimati sedici alloggi in via Vecchi Pardini a S. Anna e otto alla Piaggetta che saranno assegnati entro luglio, seguendo la graduatoria.
Entro settembre saranno pronti altri 33 appartamenti dislocati in varie zone e destinati a giovani coppie.
Cantieri aperti per il recupero di sei abitazioni a canone sostenibile a Ponte San Pietro realizzati dalla fondazione casa la cui assegnazione dovrebbe avvenire entro fine anno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
