Sicurezza
Donne molestate venticinque casi nell’arco di tre mesi
Lo sportello anti-stalking traccia il bilancio dell’attività Le vittime denunciano anche pedinamenti e minacce
LUCCA. Più di venti richieste di aiuto in tre mesi. E' un dato che fa riflettere quello fornito dallo Sportello anti-stalking, aperto a fine marzo in Palazzo Ducale, sede della Provincia. Di questo e di molto altro si è parlato ieri, nella sala di rappresentanza dello stesso Palazzo, nel corso dell'ultima tappa della campagna di sensibilizzazione portata avanti in tutto il Paese dall'Osservatorio nazionale stalking.
«Questi primi dati dello Sportello lucchese - dice Massimo Lattanzi, coordinatore dell'Osservatorio – sicuramente porteranno ancora la Toscana tra le prime tre regioni italiane con maggiore incidenza di stalking. E non va dimenticato, inoltre, che a fronte di una denuncia ci sono 90 casi che rimangono nascosti: il cosiddetto numero oscuro che sta a indicare l'ancora notevole resistenza a uscire allo scoperto».
Tuttavia, grazie agli Sportelli antistalking, sono sempre di più coloro che prendono coraggio ed espongono i loro casi.
Anche a Lucca, come in tutta Italia, a subire lo stalking sono principalmente le donne. Le venti richieste di aiuto sono arrivate, nella stragrande maggioranza, da giovani e adulte che hanno denunciato atti persecutori - telefonate insistenti, pedinamenti, minacce - ricevuti da partner o ex partner. Meno frequenti le denunce di persecuzioni accompagnate da violenza e maltrattamenti. «Non c'è un'età né una professione prevalente – spiega Lattanzi -. Il fenomeno è trasversale e accomuna la casalinga con la professionista, la ragazza di 25 anni con la donna dai 50 ai 65 anni».
Quello che si prefigge l'Osservatorio nazionale con l'apertura degli Sportelli e le campagne di sensibilizzazione è di fare opera di prevenzione.
«Negli ultimi tre anni – prosegue Lattanzi – sono state uccise, in media, 130 donne all'anno. Ammazzate perché i loro compagni non hanno accettato la separazione, l'abbandono, il rifiuto. Il 90% degli omicidi era stato preceduto da violenze e atti persecutori, anche se non erano stati denunciati. E nei primi sei mesi del 2012 delle 70 donne assassinate, il 15% di loro avevano denunciato di essere state vittima di persecuzioni. Lo stalking, dunque, è l'anticamera dell'omicidio. Quindi bisogna intervenire prima di arrivare all'irreparabile, prevenire, insomma, iniziando a lavorare con i presunti autori dello stalking che possono essere recuperati con percorsi educativi».
Lo sportello lucchese funziona, oltreché per l'ascolto e la consulenza psicologica e legale, anche come primo soccorso e come centro presunti autori. I numeri cui rivolgersi sono 0644246573, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19, nel fine settimana 327 4660907.
La mail è aipc@email.it. E' possibile scrivere una mail, per un primo soccorso, anche in forma anonima agli indirizzi info@stalking.it e presuntiautori@stalking.it.
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