Sicurezza
Il dipendente indagato: «Quei soldi non li ho spesi»
LUCCA. Sembra uscito da una commedia di Edoardo De Filippo. Luigi Chiariello, 46 anni, originario di Napoli, dal 2010 impiegato al comune di Lucca, finito a giudizio per truffa spiega con candore i...
LUCCA. Sembra uscito da una commedia di Edoardo De Filippo. Luigi Chiariello, 46 anni, originario di Napoli, dal 2010 impiegato al comune di Lucca, finito a giudizio per truffa spiega con candore i motivi che l’hanno portato a sottrarre alle casse comunali 1257 euro. Ex agente di commercio, scrittore per diletto di libri per bambini e di poesia, ribadisce di aver commesso quel reato che lo ha portato, oltre alla denuncia penale, anche a un provvedimento disciplinare dell’amministrazione comunale: «Volevo dimostrare le falle del sistema informatico. Chiunque in tutt’Italia se è disonesto può approfittarne. Perché con la marca da bollo virtuale puoi intascare somme dall’utente e poi registrare l’operazione in bollo amministrativo (che non comporta il pagamento dei 14,62 euro). Ho iniziato l’esperimento da giugno e ho proseguito sino ad aprile quando ho avuto il trasferimento ad altro ufficio. Io stesso ho raccontato la storia al dirigente. I soldi?Li ho portati a casa e non li ho spesi. Li ho riconsegnati con un assegno, ma non li hanno presi». (l.t.)
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