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Lucca

Il Comune abbasserà la gabella sulle pratiche

Il Comune abbasserà la gabella sulle pratiche

La giunta esamina il caso dei “diritti di ricerca” riscossi per vedere le pratiche L’assessore al bilancio: «Tassa aumentata dalla precedente amministrazione»

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LUCCA. «Una tassa sgradevole e gravosa, che intendiamo abbassare». Il sindaco Alessandro Tambellini non ha dubbi: la gabella che i professionisti dell’urbanistica (architetti, ingegneri, geometri, periti) devono versare al Comune per poter consultare le pratiche è iniqua. E di conseguenza va ridotta. Il più possibile.

«Ne parleremo lunedì» conferma l’assessore al bilancio Antonio Sichi che spiega di essere stato all’oscuro della vicenda fino a ieri. «Ho letto la vicenda sul Tirreno e sono corso a prendere informazioni. Ebbene, gli uffici mi hanno fatto sapere che i cosiddetti “diritti di ricerca” riscossi per far visionare i fascicoli sotto la giunta Favilla hanno subito un’impennata. Non un aumento graduale. Ma un vero e pòroprio aumento esponenziale: da pochi euro fino agli attuali 65. E’ chiaro che così non va. Questa tassa va rivista: prima i professionisti pagavano troppo poco, ma adesso devono dare una somma francamente eccessiva. Ecco, allora, che dovremo trovare una giusta via di mezzo. Far pagare una cifra che giustifichi il costo materiale e l’impegno dei dipendenti. Insomma, l’abbassaremo per quanto ci sarà consentito».

Adesso visionare le pratiche dell’archivio del settore edilizio costa molto ai professionisti (e quindi ai committenti, vale a dire ai clienti). Da 39 a 65 euro per poter visionare le pratiche che si trovano negli archivi dello Sportello unico per le attività produttive (il Suap) o dell’edilizia privata della sede comunale, della sede di San Filippo o di quella in via della Colombaia, a pochi passi da palazzo Orsetti.

Una tassa contestatissima dagli ordini professionali degli architetti e degli ingeneri.

A giudizio dei professionisti, infatti, il pagamento va c omunque fatto alla tesoreria comunale a prescindere dal fatto che la pratica possa interessare.

E d’altra parte non si può fare a meno di consultare gli atti quando si intende vedere un immobile o quando si vogliono fare interventi edilizi per i quali occorre presentare la Scia.

«Abbiamo ereditato questo fardello - dice ancora l’assessore Sichi - e vogliamo andare incontro ai tecnici e ai professionisti, agevolando il loro lavoro e facendo sì che spendano meno soldi per fare le pratiche. Ripeto, da lunedì ne parleremo in giunta dove abbiamo già fatto un passaggio su questa vicenda. Che non ci piace».

Tra le varie scoperte nelle pieghe del bilancio, l’assessore Sichi spiega di aver trovato anche un fattura di 6.800 euro per pagare uno spazio su un elenco del telefono. «Spazio nel quale sono compresi i vari indirizzi e telefoni dell’amministrazione municipale. Abbiamo saldato il conto perché non potevamo fare altrimenti. Ma per il prossimo anno daremo la disdetta: sono soldi che possiamo far risparmiare alla collettività». (d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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