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Giovane rifugiato trova un portafoglio e lo restituisce subito

Giovane rifugiato trova un portafoglio e lo restituisce subito

Protagonista dell’atto di onestà è Sisso-Ko, 25 anni malese ospite del centro di accoglienza di Casoli

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BAGNI DI LUCCA. Sisso-Ko Makanei, malese di 25 anni, è appena tornato da Firenze dove ha avuto l’audizione per il riconoscimento del diritto di asilo. Alla stazione di Lucca attende il treno per Bagni di Lucca. Per terra vede un portafoglio: lo raccoglie, lo apre: ci sono i documenti del proprietario, 45 euro in contanti, carte di credito. Sisso-Ko non esita: vuole restituirlo al suo legittimo proprietario.

Così prende il portafoglio, lo mette nel suo zaino. Il giovane conosce ancora poco l’italiano: per questo non lo consegna di persona alla polizia ferroviaria. Sale in treno, e appena arriva a Bagni di Lucca, lo consegna a Monica Mattei, una dei responsabili del centro di accoglienza di Casoli dove Sisso-Ko vive da un anno, da quando ce lo hanno spedito da Lampedusa dopo che, in fuga dalla Libia a bordo di un barcone, era stato ospite alcuni giorni nel centro siciliano.

«Abbiamo aperto il portafogli: c’erano i documenti del proprietario, i soldi, carte e anche la ricarica di un cellulare appena fatta, con il numero di telefono scritto: abbiamo chiamato. Il proprietario è arrivato subito: ha ringraziato Sisso-Ko e gli ha offerto una coca-cola», racconta Monica. Il fortunato proprietario del portafogli è un giovane come Sisso-Ko: ha 25 anni, si chiama Dario Sabatini, è residente a Pistoia».

La storia finisce qui. Un atto di onestà con protagonista un giovane rifugiato. A pochi giorni da un fatto analogo, accaduto sulle Mura di Lucca, dove una badante dell’est ha trovato un rotolo di banconote ancora con la ricevuta della banca e lo ha restituito alla legittima proprietaria: è andata a casa sua, le ha consegnato il rotolo di soldi e se n’è andata.

Anche Sisso-ko ha pensato subito a trovare il modo di restituire il portafoglio. Per lui, racconta in francese, «è stato un gesto normale, ovvio. Non mi sento un eroe». Si augura però che questo episodio gli porti fortuna: «Spero che la mia domanda di asilo venga accettata. In Italia vorrei rimanere e trovare un lavoro onesto». Intanto studia l’italiano, con molto interesse.

Barbara Antoni

Stefano Elmi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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