Italia
Chiudono i battenti 246 ditte artigiane
Aumento delle tasse e contenziosi con Equitalia le principali cause delle cessazioni di attività
LUCCA. L’aumento asfissiante della pressione fiscale e i contenziosi aperti tra le aziende ed Equitalia sono due dei principali fattori di preoccupazione per il mondo artigiano.
Lo ha spiegato il presidente della Confargianato di Lucca, Costante Martinucci, durante l’assemblea annuale dell’associazione.
Un quadro a tinte fosche che nell’ultimo anno ha portato anche a un preoccupante aumento del numero dei suicidi tra gli imprenditori.
Così la compensazione dei debiti e dei crediti tra Stato e imprese è uno dei punti più caldeggiati dalla Confartigianato che chiede un forte appoggio da parte degli istituti di credito che invece per il momento continuano a tenere chiusi i rubinetti.
A dare la dimensione esatta del mondo artigianale in provincia di Lucca è il direttore Roberto Favilla che spiega come per il secondo anno consecutivo il saldo della movimentazione delle imprese sia contrassegnato dal segno negativo.
E stavolta di ben 246 unità.
«Le cessazioni più consistenti – spiega – si riscontrano nell’edilizia, ben 90 imprese, nel legno, nella nautica e nell’autotrasporto; quest’ultimo settore ha visto la chiusura di ben 38 aziende.
« Molto più contenuto è il calo di altri comparti tipo il marmo ed il calzaturiero già provati da una lunga crisi. Riguardo invece al settore dei servizi alla persona questo rimane praticamente statico rispetto al passato anche se, ci riferiscono gli operatori, diminuisce il numero delle prestazioni fatte.
«Nella nostra provincia le aziende artigiane sono scese a 13.980 pari al 31,2 per cento di tutte imprese con una media di 3,6 imprese artigiane ogni 100 abitanti.
«Tutti i giorni, a Lucca, nascono 4 aziende e quelle con meno di 10 addetti sono il 95% delle imprese, altro dato significativo è quello relativo alle imprenditrici artigiane che sono, nella nostra provincia, circa il 16,4%».
Alessandro Petrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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