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Lucca

LA CRISI

Più lavoro nero e più falso lavoro autonomo

Più lavoro nero e più falso lavoro autonomo

L’allarme di Cassa edile lucchese: nel settore dell’edilizia il peggio deve ancora arrivare

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LUCCA. La crisi c’è da anni, ma il peggio nell’edilizia deve ancora arrivare. Nel 2008 alla Cassa edile lucchese erano iscritte 1.200 imprese e quasi 5.000 lavoratori, oggi risultato iscritte mille imprese (- 22%) e 3.500 lavoratori (-30%). I piccoli imprenditori non respirano, le imprese regolari falliscono e il lavoro nero cresce di giorno in giorno. In questa cornice preoccupante si inserisce il cinquantesimo anniversario della Cassa edile lucchese, nata il 28 giugno 1962.

Oggi da festeggiare c'è ben poco, se non la continua attività sul territorio che fa della Cassa lucchese una delle migliori sul panorama toscano. L'edilizia e le costruzioni sembrano settori vecchi, apparati che non servono per innovare un sistema economico ancorato a comparti superati. Eppure - evidenzia la Cassa edile - restano uno dei settori più efficaci «come generatore di occupazione, più utili quando si tratta di rimettere in moto un'economia schiacciata dalla recessione». Il problema, però, come fanno notare imprenditori e rappresentanti sindacali è che il settore «è al disastro». Quattro anni di crisi hanno messo in ginocchio imprese, tante quelle chiuse, tanti i lavoratori che dalla cassa integrazione sono passati direttamente alla disoccupazione. Drasticamente ridotti gli investimenti in opere pubbliche e l'edilizia privata non decolla. Inoltre, le amministrazioni pubbliche accumulano ritardi nei pagamenti alle imprese: ci sono enti che hanno già finito i fondi per il 2012 e tutto quello rimasto da pagare slitterà al 2013. Se a questo ci si aggiunge il fatto che le banche non fanno più credito, si capisce come la situazione sia molto complicata, con il peggio che sembra non essere ancora passato. «Stiamo pagando oggi le conseguenze peggiori – spiega il vicepresidente della Cassa edile lucchese, Amedeo Guidugli – anche se a Lucca, rispetto alle altre realtà toscane, il calo delle iscrizioni alla Cassa sono più contenute. Per vedere lo stato della crisi basta andare all'Inps: ci sono tantissime persone senza lavoro».

Nata per gestire l'anagrafe delle imprese e dei lavoratori sul territorio provinciale e per gestire una parte del salario dei lavoratori, la Cassa ha aumentato i compiti, con l'affiancamento della scuola edile e del comitato paritetico territoriale (Cpt). Oltre a questo la Cassa gestisce prestazioni extracontrattuali, derivanti da accordi sottoscritti a livello provinciale, offrendo assistenza agli operai e ai loro familiari, come il rimborso di spese dentistiche, oculistiche, acquisto di libri di testo e pagamento delle tasse universitarie. «Nel 2009 – racconta Leonardo Quadrelli, Fillea Cgil – avevamo fatto gli stati generali dell'edilizia durante i quali avevamo chiesto più soldi per poter fronteggiare la crisi, ma non è stato fatto niente. Sempre nello stesso anno abbiamo costruito anche il protocollo provinciale nel quale chiedevamo di valorizzare le imprese regolari, ma anche in questo caso non è stato fatto niente». Parallelamente si sono allargate le sacche di illegalità. «Questa crisi – spiega Antonio Orazi di Assindustria – sta portando indietro la legalità nell'edilizia, con le forme di irregolarità che tornano vorticosamente a galla. In tutto questo si assiste ad un fenomeno singolare per cui questo è l'unico settore che con una crisi così drammatica aumenta il numero delle imprese iscritte alla Camera di commercio». L'arcano è presto spiegato: si tratta di un meccanismo elusivo con cui il lavoro dipendente viene trasformato, in molti casi, in falso lavoro autonomo, con un'esplosione delle cosiddette false partite Iva.

Nadia Davini

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