Il Tirreno

Lucca

Sos sfratti in Lucchesia, 123 in sei mesi

di Luca Tronchetti
Sos sfratti in Lucchesia, 123 in sei mesi

In tutto il 2011 i morosi allontanati dall’abitazione erano stati 130: soltanto in città sono 52 i casi segnalati in tribunale

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Allarme casa in Lucchesia. Gli sfratti per morosità rischiano di raddoppiare nel giro di un anno. Nel 2011 erano 130 con la punta massima raggiunta a novembre con 15 notifiche trasmesse all’ufficiale giudiziario. Da gennaio a giugno del 2012 sono già 123 e martedì sono stati fissati 23 atti di precetto: se l’inquilino moroso non se ne va entro una certa data gli viene notificato l’atto che gli intima di rilasciare l’immobile entro 10 giorni altrimenti interverrà la forza pubblica. Il livello di guardia è stato abbondantemente superato. La gente non ce la fa più a pagare l’affitto. A risentirne maggiormente è il centro e la periferia cittadina dove gli affitti sono più onerosi. Cinquantadue i casi di sfratto per morosità negli ultimi sei mesi a Lucca contro i 56 nei quattro comuni della Piana: Capannori (21), Altopascio (22), Porcari (9), Montecarlo (4). Staccata la Media Valle e Garfagnana con un totale di 13 sfratti così suddivisi: tre a Castelnuovo, tre a Bagni di Lucca, due a Pieve Fosciana, uno a Borgo a Mozzano, uno a Barga, uno a Gallicano, uno a Villa Collemandina e uno a Camporgiano. Lì i prezzi degli affitti sono decisamente più bassi.

Immigrati e disoccupati. La crisi colpisce in modo particolare gli immigrati e i disoccupati. Sono i primi a finire sulla strada. Anche se la procedura prima di arrivare allo sfratto esecutivo è lenta e laboriosa e prima dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario che esegue materialmente lo sgombero ci sono una serie di passaggi giuridici: dalla lettera raccomandata al ricorso al legale, dall’intimazione al termine di grazia, dalla convalida all’atto di precetto sino alla monitoria di sgombero. Il 60% degli sfratti per morosità riguarda famiglie o singoli extracomunitari. Persone che non hanno un lavoro fisso e che, in periodo di crisi economica e congiunturale, si trovano senza le necessarie garanzie per far fronte agli impegni. Ma dal 2011 la situazione si è fatta critica anche per le famiglie lucchesi monoreddito che non hanno la casa di proprietà. Dietro le aziende e i negozi che chiudono c’è un mondo fatto di persone che a un certo punto si trovano davanti a un bivio: sfamare i figli o pagare affitto e bollette.

Nessun ribasso. A marzo e a maggio ben 14 sfratti per morosità hanno riguardato appartamenti, condomini, abitazioni in centro e nella periferia cittadina. Stando a stime recenti i prezzi d’affitto (ad equo canone s’intende) delle case nel comune capoluogo sono i più alti della provincia. E i prezzi non accennano a scendere. Si assiste anche al fenomeno delle case sfitte. Fenomeno che, in considerazione dell’Imu, potrebbe persino aumentare visto le cifre che debbono sborsare i proprietari di seconde case che, nel rispetto della legge, stipulano contratti di locazione.

Termine di grazia. Sono sempre più frequenti i casi dell’inquilino che chiede una dilazione di pagamento all’affittuario e i termini di grazia concessi dal giudice del tribunale (un periodo tra 3 e 4 mesi) all’utente moroso che si presenta all’udienza chiedendo un periodo di tempo entro cui poter pagare il dovuto. Un abbuono che spesso non è sufficiente a risolvere la situazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web