La protesta
Cinque professionisti finiscono nel mirino delle fiamme gialle
Per reati valutari eseguiti sequestri per oltre 200mila euro Quindici verifiche fiscali e confische che superano il milione
LUCCA. Controlli valutari eseguiti principalmente dalla Tributaria e controlli fiscali effettuati in prevalenza dalla Compagnia. Verifiche incrociate della Guardia di Finanza che portano - in Lucchesia e in Versilia - a monitorare in modo più capillare il mondo delle professioni (in particolare commercialisti, avvocati e notai). E il diktat governativo produce risultati inattesi: 23 ispezioni antiriciclaggio con cinque professionisti denunciati e sequestri per oltre 200mila euro. In particolare le fiamme gialle verificato il rispetto della legge del 2004 che introduce obblighi di vigilanza - da parte dei professionisti delegati alle operazioni - sulle movimentazioni finanziarie come per esempio le transazioni immobiliari. Irregolarità e passaggi di denaro in nero avrebbero dovuto essere segnalati agli uffici finanziari preposti. Ma sulla quella «zona grigia» sino ad oggi non c’erano state indagini specifiche. Adesso con la stretta finanziaria voluta dal governo Monti questo aspetto sinora trascurato torna alla ribalta e porta i primi frutti sul piano penale, amministrativo e di introiti da parte dell’Erario.
Verifiche fiscali. L’attività delle fiamme gialle lucchesi - dirette dal colonnello Failla - si è basata principalmente sulle verifiche fiscali. Il comando provinciale ha concluso negli ultimi dodici mesi 15 verifiche fiscali con rilievi penali su un totale di 77. E sono state avanzate alla procura e al giudice richieste di sequestri e confische per equivalente per un importo che supera un milione di euro.
Truffe carosello. I casi di auto importate da altri paesi europei (Germania in primis) eludendo il regime dell’Iva sono stati numerosi. Tanto che la base imponibile evasa già constatata ammonta a 30 milioni di euro sia per quanto riguarda appunto le frodi carosello sia per quanto riguarda l’evasione fiscale internazionale. Da registrare, tra l’altro, una diminuzione del contenzioso di persone e società che hanno aderito al verbale della Guardia di Finanza rinunciando a qualsiasi forma di contenzioso e permettendo così all’Erario d’incassare direttamente circa 400mila euro.
Contrasto all’evasione. Il 2012 è l’anno della svolta per le fiamme gialle. Perché, a fronte di un’atavica carenza di mezzi, i finanzieri migliorano le metodologie di selezione dei contribuenti da verificare grazie al ricorso all’incrocio tra le varie banche dati in grado di fotografare benissimo la capacità reddituale dei soggetti che provano ad eludere il fisco. Il tutto a tutela dei contribuenti onesti che da oggi in poi subiranno sempre meno controlli. I riflettori - in Lucchesia come altrove - sono puntati su l’evasione fiscale internazionale. Imprenditori, professionisti, commercianti, bancari con fittizie residenze in paesi a fiscalità privilegiata oppure holding che spostano su società estere plusvalori che altrimenti sarebbero tassati in Italia o, come già citato, frodi carosello con cui, per via dell’utilizzo di fatture false, si ottengono crediti Iva non dovuti ai danni dello Stato.
Altre indagini. L’impronta data dall’Esecutivo - che ritiene laGuardia di Finanza al centro di attività essenziali per la ripresa in quanto svolge un ruolo di polizia economica - basa l’azione delle fiamme gialle essenzialmente sul recupero del gettito fiscale. Così le altre attività che in passato i militari ricoprivano con successo (dalla lotta alla droga, al contrasto ai reati estorsivi o legati all’usura o alla corruzione) in questo momento restano in secondo piano.(l.t.)
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