Sicurezza
Una città più viva con i concerti
Viaggio tra i commercianti tra entusiasmo e critiche per la logistica
LUCCA. Commercianti un po’ divisi in vista del Summer Festival. Ma soprattutto una grande opportunità, che per alcuni rappresenta un incremento della clientela che arriva a toccare, nel periodo dei concerti, anche il 60% come sostiene Gianni De Luca, titolare del “Bar del Teatro” in via San Girolamo. «Il mio locale - dice - si trova in prossimità delle transenne e molte persone ne approfittano per consumare qualcosa mentre attendono in fila. Senza questa manifestazione, nonostante si svolga soltanto una volta all’anno, potremmo anche cessare l’attività».
Dello stesso avviso è Alessandro Maraviglia, titolare del “Caffè Maraviglia” di piazza San Michele. «Non può che essere una nota positiva nella monotonia della nostra città – afferma – Per quanto mi riguarda, tendo ad aspettare la conclusione dei concerti per chiudere poiché il movimento che l’iniziativa crea è notevole». Questi vantaggi si sentono anche al “Cuore Bistrot” di Piazza San Giusto dove Renato Rossi racconta di ricevere prenotazioni da un anno all’altro durante il periodo del Summer Festival da frequentatori, spesso stranieri, che si recano a Lucca appositamente. Lamenta, però, un’unica pecca «Spero che venga rivisto il piano di incanalamento dei clienti perché, in passato, è capitato che le code alla biglietteria opprimessero i tavolini e creassero problemi al normale svolgimento del lavoro».
Un problema viene invece sollevato dai proprietari degli esercizi di Piazza Napoleone e dintorni che trovano limitante la poca visibilità e la chiusura delle strade, avvertendo un sensibile calo delle vendite. E’ ciò che sostiene Alessandro Bianchi, dell’omonima ottica, che da quindici anni si batte perché sia risparmiato un corridoio fra Via Vittorio Veneto e Via Vittorio Emanuele.
«Non siamo contrari al Summer Festival – spiega – ma all’impedimento dell’accesso alle strade a partire dalle 18 poiché proprio quello è il momento in cui si compra di più. Per alcuni anni – continua – hanno transennato in diagonale concedendo uno spazio maggiore per raggiungere il negozio, ma da un po’ di tempo hanno deciso di lasciare solamente un metro e mezzo lungo il muro per arrivare all’entrata».
Anche Elena Oprica, del negozio a fianco “Regali e Souvenir” esclama «Non siamo tutelati. Alle 18 non ci resta che chiudere la saracinesca poiché spesso i turisti sono disorientati dalle vie inaccessibili e il calo di vendite arriva a toccare l’80%».
«Una notevole limitazione - rileva una dipendente del negozio di abbigliamento G-Plays in Via Vittorio Veneto - capitano giorni in cui la sicurezza vuole addirittura impedirci di uscire, una volta terminato il lavoro».
«Anziché portare un incremento dell’attività, la riduce», continua il titolare Giovanni Gervasi, confermando di dover spesso chiudere poco dopo le 18.
«Lo scorso anno ci siamo trovati a dover passare bibite e gelati direttamente al di là delle transenne perché avevano delimitato la zona chiudendoci all’esterno», afferma Valentina Valiensi, dipendente della Gelateria “Il Pinguino” di Piazza Napoleone. Non è d’accordo, invece, Dino Arnoldo della gelateria Veneta: «I problemi della città sono altri. Anche noi preferiremmo un ingresso più vicino rispetto a quello di Via San Girolamo che, invece, solitamente concedono, ma è giusto che ci adattiamo in favore di questo grande evento».
Le opinioni sono dunque diverse: alcuni commercianti rivendicano il diritto al poter svolgere le proprie attività e proseguono la loro battaglia. Ma, come sostiene Vito Bernardeschi, responsabile del bar “Girovita” di Piazza San Martino, «una valutazione serenapotrà essere effettuata soltanto a manifestazione iniziata».
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