Sicurezza
Ospedale senza agenti, medici sul piede di guerra
Nonostante le promesse niente rinforzi al posto di polizia del Campo di Marte I sindacati dei sanitari: «Capiamo l’emergenza, ma serve maggiore copertura»
LUCCA. Nella piccola cittadella della sanità - 1500 ammalati - da giorni non c’è nessuno al posto fisso di polizia. L’unico ispettore in organico, che in questi mesi da solo con impegno e sacrificio ha garantito il servizio, è in ferie. La situazione di disagio causata dalla mancata sostituzione dei due agenti collocati a riposo avrebbe dovuto essere provvisoria. Ma si sa: in Italia il provvisorio diventa definitivo. E così - nonostante i buoni propositi del vice questore Francesco Di Ruberto che in un’intervista pubblicata il 5 maggio da Il Tirreno assicurava una riorganizzazione dell’ufficio - la scure dei tagli che colpisce la pubblica amministrazione e il comparto sicurezza impedisce in tempi brevi la risoluzione del problema che provoca la protesta di ammalati, dei loro familiari e del personale medico e sanitario. «Allo stato l’arrivo del secondo agente al posto fisso dell’ospedale non è una priorità. - dice il vice questore Di Ruberto - Perché se ci manderanno qualche rinforzo dovrà essere destinato all’ufficio prevenzione generale (controllo del territorio). Su disposizione del questore sono previsti passaggi di volanti al Campo di Marte negli orari di vigilanza indicati e adesso che il posto fisso è chiuso cerchiamo di potenziare il pattugliamento notturno. Per le emergenze i medici, specie quelli del pronto soccorso, devono chiamare il 113 dove il personale sa come comportarsi e cosa fare. E i referti legati a reati penali vengono ritirati dagli agenti delle volanti».
Se si pensa che sino a 48 mesi fa gli agenti impiegati al posto fisso di polizia dell’ospedale erano tre e che nell’agosto del 2011 scoprirono l’autore di una serie di furti ai danni di medici e tecnici di laboratorio s’intuisce che la situazione in una struttura così complessa e popolosa rischia di degenerare. I sindacati dei medici, pur comprendendo le difficoltà, chiederanno a breve un incontro con il questore per avere assicurazioni sul potenziamento del posto fisso di polizia. Alessandro Di Vito, medico del pronto soccorso, e delegato Uil parla in prospettiva futura. «Purtroppo - dice - il problema si trascina da tempo. Sino ad oggi ci siamo sempre arrangiati e nelle emergenze noi medici o gli infermieri abbiamo avvisato il centralino della questura come da protocollo d’intesa. Non garantire un presidio fisso giornaliero in una struttura che ospita 1500 persone perlomeno nelle 12 ore non è più sopportabile. L’auspicio è che in occasione del passaggio al nuovo ospedale a San Filippo venga realizzato il posto fisso accanto al pronto soccorso con almeno due agenti che coprano l’intero arco della giornata. Come sindacato chiederemo un incontro al questore». Gli fa eco Luciano Mulas del sindacato Cimo Asmd: «Mi farò portavoce di esporre la questione al direttore sanitario, al prefetto e al questore».
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