Italia
Multe, ora indaga anche la Procura
La magistratura apre un’indagine conoscitiva sulla gestione prorogata per un anno e mezzo e costata 2,7 milioni in 10 mesi
LUCCA. Inchiesta della Procura sulla gestione e spedizione delle multe di cui da giorni si sta occupando Il Tirreno. La magistratura decide di indagare sull’affidamento del servizio a una società esterna al Comune che comporta costi altissimi a fronte di introiti relativamente bassi.
Le questioni da chiarire, in via preliminare, risultano almeno tre: perché il Comune (durante il mandato Favilla) abbia bandito la gara d’appalto 7 mesi dopo la scadenza del contratto; perché l’affidamento sia andato avanti a colpi di proroghe per 17 mesi; quale sia la convenienza per il Comune di affidare all’esterno la gestione delle multe dei vigili urbani, dal momento che anche nell’ultimo anno l’ente ha incassato 3,3 milioni dalle contravvenzioni e in soli dieci mesi ne ha spesi quasi 2,7 per farle arrivare a destinazione.
Queste, in realtà, sono anche le domande alle quali cerca risposta il Comune che ieri, ufficialmente, ha dato un ultimatum ai propri dirigenti: una settimana per consegnare una relazione che ricostruisca la vicenda e fornisca spiegazioni sulle scelte amministrative e i ritardi dell’affidamento del servizio.
La magistratura indaga. La Procura avvia un’indagine conoscitiva e apre un fascicolo di atti relativi, inserendo tutti gli articoli del Tirreno che da una decina di giorni si occupa dell’appalto milionario per la gestione delle multe.
Ad attirare l’attenzione del giornale è una determina dell’ex direttore generale del Comune, Massimiliano Volpi, che il 16 maggio - fra il primo e il secondo turno elettorale - proroga fino al 31 luglio l’incarico della gestione e spedizione delle contravvenzioni all’associazione temporanea di impresa fra Maggioli spa e M. T. spa. Da settembre 2011 è la quarta proroga consecutiva nelle more di una gara d’appalto da 7,5 milioni bandita con 7 mesi di ritardo rispetto alla scadenza naturale del contratto.
Costi e ricavi. Il contratto scaduto il 28 febbraio 2011 prevedeva l’affidamento all’Ati Maggioli-M.T. spa della sola gestione delle multe: per la preparazione (senza spedizione) di 55mila verbali l’anno, era previsto un compenso biennale di poco meno di 840mila euro, di cui 150mila per la notifica e il recupero delle contravvenzioni elevate a stranieri o a veicoli con targhe estere. Ma alla scadenza di questo contratto, il Comune ancora non ha bandito la nuova gara. Scatta così una prima proroga che dura 7 mesi, malgrado il precedente bando prevedesse la possibilità di prolungare l’incarico, in assenza di gara, per un massimo di 6 mesi. Alla fine, il 30 settembre, l’amministrazione Favilla bandisce la gara. E scatta un’altra mandata di proroghe non ancora terminata. Prolungare il servizio, nelle more dell’appalto, costa al Comune quasi 2,7 milioni in dieci mesi. La metà di questa cifra - 1 milione e 390mila euro - viene spesa in tre mesi, fra ottobre e dicembre.
In questo quadro emergono tre criticità: l’impennata dei costi di gestione delle multe, in parte giustificata dalla crescita dei verbali, con l’attivazione delle telecamere il 31 gennaio 2011; il fatto che il servizio a proroga costi di più di quello a gara: 10 mesi di gestione e spedizione di 140-150mila verbali costano al Comune 2,7 milioni, quando il nuovo appalto prevede che l’ente spenda poco meno di 2,5 milioni l’anno (senza considerare ribassi) per la gestione di 163.200 contravvenzioni e la spedizione di 156.400 multe. Infine, c’è il fatto che i costi del servizio si mangino i due terzi delle entrate da contravvenzioni: nel 2011 gli introiti da sanzioni si sono fermati a 3 milioni e 320mila euro, quando le spese per confezionare e notificare i verbali sono state di 2,7 milioni in 10 mesi.
A chi conviene. Viste queste cifre, la questione primaria è a chi convenga (e se convenga alle casse pubbliche) che la gestione delle multe sia affidata a una società esterna all’ente. Il Comune, in assenza della relazione sulla vicenda, non dà risposte ufficiali. Come non può accertare se il prolungamento per 17 mesi del servizio, in attesa della pubblicazione e aggiudicazione della nuova gara, abbia comportato un danno erariale per l’ente. Danno inevitabile dimostrando che l’ente avrebbe speso meno aggiudicando il servizio alla scadenza naturale del contratto, invece di prorogarlo per 17 mesi.
Il Comune. Lunedì il sindaco, Alessandro Tambellini, ha formalizzato la richiesta di una relazione sulla vicenda all’architetto Giovanni Marchi, dirigente della polizia municipale, e al vicecomandante dei vigili, Stefano Carmignani, rientrato urgentemente dalle ferie. Stamani, inoltre, sarà investita del problema anche Simona Carubbi, segretaria della commissione di gara chiamata a valutare le tre offerte arrivate per la gara da 7,5 milioni. Tre offerte che sono valse un’altra proroga (non l’ultima) di tre mesi per la valutazione delle proposte.
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