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la protesta

In tanti contrari agli impianti a biomasse

LUCCA. No agli impianti a biomasse a S. Marco e a San Pietro a Vico. Nemmeno se venissero costruiti come impianti a filiera corta, perché le emissioni sarebbero ugualmente nocive. E' quanto sostiene...

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LUCCA. No agli impianti a biomasse a S. Marco e a San Pietro a Vico. Nemmeno se venissero costruiti come impianti a filiera corta, perché le emissioni sarebbero ugualmente nocive. E' quanto sostiene Ambiente e futuro che per primo ha suscitato il caso, sollevando le preoccupazioni e la protesta delle popolazioni interessate. Si tratta di tre centraline per la produzione elettrica, previste una a S. Pietro a Vico e le altre a S. Marco, che verrebbero alimentate con oli combustibili vegetali.

Un primo dietrofront da parte del Comune e della Provincia, che hanno autorizzato la realizzazione degli impianti, è arrivato, con l'impegno a verificare tutto l'iter. «E' positivo - sostiene Ambiente e futuro - che le forze politiche e gli enti locali abbiano raccolto la denuncia del pericolo, ma ora devono essere coerenti con le loro dichiarazioni di principio». Per gli ambientalisti tre le mosse da fare: la Regione deve vietare tutti gli impianti di combustione a biomasse che non siano a emissione zero; la Provincia deve ritirare le autorizzazioni e il Comune deve approvare il nuovo Piano di azione comunale, inserendo già in questo contesto tutti i vincoli possibili. E se Ambiente e futuro plaude al pronunciamento delle forze della sinistra sui dubbi di legittimità degli impianti, non condivide però la proposta di trasformarli in impianti a filiera corta «perché - dice - non eliminerebbe il problema delle emissioni in una zona peraltro già fortemente inquinata».

Il no è condiviso dal circolo territoriale di Sel. «Le istituzioni - scrive in una nota - si sono impegnate a verificare se sia possibile fermare questi progetti. Noi controlleremo, insieme ai cittadini, che questo accada». Sel li bolla come «operazioni puramente speculative che niente hanno a che vedere con un corretto utilizzo di fonti rinnovabili» e ricorda come in Garfagnana, specialmente con il teleriscaldamento, si sia attivato un utilizzo virtuoso delle biomasse a fini energetici. «Ma ciò di fronte a cui si trovano i cittadini di S. Pietro a Vico e S. Marco - conclude il circolo - è ben diverso». (p.t.)

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