Sicurezza
Eurosak, nuovo ricorso contro la decisione del giudice
PORCARI. Nuovo ricorso della famiglia Colombini contro la decisione del giudice di respingere la richiesta di immediata esecutiva del provvedimento della corte d’Appello di Firenze in relazione alla...
PORCARI. Nuovo ricorso della famiglia Colombini contro la decisione del giudice di respingere la richiesta di immediata esecutiva del provvedimento della corte d’Appello di Firenze in relazione alla revoca del fallimento Eurosak e all’omologa del concordato preventivo. I vecchi proprietari non si rassegnano all’idea che a decidere sia la corte di Cassazione - a cui hanno ricorso il giudice delegato e la Conai (azienda creditrice che di fatto avrebbe sancito il fallimento dell’Eurosak - e hanno presentato in base all’articolo 26 della legge fallimentare un reclamo contro il decreto del giudice delegato che gli impedisce di rientrare nella loro azienda e di prenderne possesso. Un reclamo che, tuttavia, non sospende l’esecuzione del provvedimento del giudice delegato e che è stato depositato alla cancelleria civile. Sarà adesso il presidente della sezione civile, Francesco Mormino, a fissare entro 40 giorni dalla comunicazione del decreto la data dell’udienza. Considerando che di mezzo ci sono le ferie giudiziarie non è da escludere che il tribunale civile fisserà il reclamo della famiglia Colombini tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Quando deciderà con decreto in camera di consiglio. E il 21 agosto invece il giudice Carmine Capozzi decide sul ricorso presentato da Faggyt Colortec in relazione alla revoca dell’affittanza decisa dal giudice delegato.
Intanto tra ricorsi e reclami sta per concludersi l’esperienza dell’esercizio provvisorio all’Eurosak. Il 18 giugno scorsso il coadiutore Ivano Carlesi ha inviato un resoconto di questi cinque mesi al giudice fallimentare. Un report pieno di dati che indicano come l’azienda possa essere risanata a patto che vi sia un «piano industriale» fatto di investimenti importanti (ci sono macchinari vetusti e inadeguati per una produzione in grado di essere competitiva). Tra l’altro da marzo a maggio il fatturato è stato in attivo mentre a giugno - a seguito delle vicissitudini giudiziari e del «no» degli operai alla delega ai sindacati per discutere con Selene (azienda di Pontetto a cui era stata data l’affittanza) del piano industriale - il coadiutore ha registrato il segno meno negli ordinativi. Difficile se non impossibile ipotizzare un prolungamento dell’esercizio provvisorio. Per l’Eurosak la fine ormai appare segnata.
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