Il Tirreno

Lucca

Panem, cassa integrazione pagata solo per tre mesi

di Flavia Barsotti
Panem, cassa integrazione pagata solo per tre mesi

Gli operai hanno preso gennaio, febbraio e marzo: poi non hanno più avuto nulla In programma una manifestazione di protesta davanti alla sede dell’Inps

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ALTOPASCIO. Stop agli assegni per i lavoratori in cassa integrazione dell'azienda Panem di Altopascio. Dopo aver ricevuto l'erogazione per i mesi di gennaio, febbraio e marzo, l'Inps interrompe i pagamenti e, mentre gli operai attendono risposte concrete, la situazione sembra bloccata. «Il problema non riguarda soltanto la Panem - sottolinea Gianpaolo Mati, segretario generale provinciale Cgil - In alcuni casi il ritardo arriva a toccare addirittura gli otto mesi. L'Inps non è stata in grado di potenziare il servizio, a seguito dell'esplosione della domanda per la cassa integrazione, sia di tipo ordinario che straordinario, come nel caso della Panem».

«Ci è stato assicurato che il problema stesse avviandosi a soluzione» dice Lino Giovannelli, segretario provinciale Flai Cgil, ma Mati aspetta qualcosa di più concreto per pronunciarsi:«Hanno assicurato di sbloccare la situazione addirittura nel giro di poche settimane, ma, personalmente, non riesco a crederci del tutto».

La coausa dell'interruzione dei pagamenti, secondo quanto afferma Mati, «è da imputare alla disorganizzazione e al malfunzionamento degli uffici Inps che risultano sovraccarichi di pratiche e con troppo poco personale per far fronte a tutte le richieste». Ma questa giustificazione non basta alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Non hanno, peraltro, trovato risposte, le domande della delegazione di operai che si è recata agli uffici dell'Inps a pretendere spiegazioni. «Ci hanno detto di non poterci aiutare, almeno per il momento - racconta Roberto Bleusi, della Rsu della Pane- poiché è soltanto la sede di Roma ad occuparsi di questa vicenda».

Ma intanto il tempo passa e le difficoltà aumentano. Sono, infatti, circa 55 gli operai in attesa di riscuotere, secondo i dati forniti dallo stesso Bleusi, e già si meditano iniziative e manifestazioni di protesta di fronte alla sede dell'Inps a Lucca. Dopo aver respinto, con un referendum, l'accordo, giudicato dai lavoratori privo di garanzie, per ottenere incentivi a seguito del licenziamento, Bleusi spiega che«la prima azione che vogliamo portare avanti è quella di chiedere al sindacato un'assemblea sperando di riuscire ad ottenere non soltanto il suo appoggio, ma anche le necessarie indicazioni sulla linea di comportamento da adottare per continuare la nostra battaglia».

«"Stiamo facendo il possibile per sostenere i lavoratori - sostiene Giovannelli - e insistendo affinché l'Inps risolva la questione in tempi brevi. Ma ad oggi gli operai attendono ancora tre mesi di arretrati di cassa integrazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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