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Manifattura, guerra al Consiglio di Stato

LUCCA. Arriva al Consiglio di Stato la guerra sull’appalto per la Manifattura Tabacchi. E’ fissata per oggi la decisione sulla gara da 17 milioni di euro, bandita all’interno del Piuss, il piano di...

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LUCCA. Arriva al Consiglio di Stato la guerra sull’appalto per la Manifattura Tabacchi. E’ fissata per oggi la decisione sulla gara da 17 milioni di euro, bandita all’interno del Piuss, il piano di riqualificazione urbana sostenibile del centro storico.

In prima battuta, l’appalto - il più importante del Piuss - viene affidato all’associazione temporanea di imprese fra S.a.c.a.i.m. e MBF edilizia, la cui offerta viene considerata la migliore fra le 25 ammesse. La seconda classificata - l’associazione temporanea di imprese fra il consorzio Ciro Menotti e il consorzio cooperative di produzione e lavoro Conscoop - impugna l’assegnazione del 3 gennaio e tutti gli atti di gara. In sostanza, il consorzio Menotti chiede l'annullamento dell'aggiudicazione definitiva dei lavori lamentando una violazione di disposizioni del Codice degli appalti relativi ai requisiti richiesti alle imprese per partecipare alla gara. Inoltre, contesta una violazione delle norme del Codice degli appalti sulla posizione contributiva dei professionisti che partecipano alla gara. La questione del contendere sarebbero 800 euro di contributi non versati all’Inarcassa per un ingegnere che fa parte della squadra di professionisti dell’Ati vincitrice.

All’inizio di maggio, però, il Comune sostiene che non esista alcuna «violazione grave» nell’offerta presentata da Sacaim e quindi non ritiene di dover revocare l’aggiudicazione. Il Tar la pensa diversamente. Pochi giorni dopo, il tribunale amministrativo scrive nella sentenza di annullamento dell’aggiudicazione: «E’risultato dalle verifiche compiute che uno dei progettisti della controinteressata (la ditta vincitrice della gara) non era in regola con gli adempimenti contributivi al momento della presentazione della domanda, avendo provveduto a regolarizzarsi mediante versamento all'Inarcassa solo il 22 novembre (a gara già bandita)». Perciò, ribadendo la «fondatezza della esaminata censura», il Tar determina «l'accoglimento del ricorso». E condanna sia Comune che Sacaim anche al pagamento delle spese legali.

Subito dopo la sentenza, il Comune provvede ad affidare l’appalto all’Ati seconda classificata, quella guidata, appunto, dal consorzio Menotti. Ma Sacaim e BFM non cedono. E impugnato la sentenza al Consiglio di Stato. Che oggi dovrebbe mettere la parola fine al contenzioso. Consentendo che si inizino i lavori di restauro del complesso che ospiterà il centro di competenza per lo sviluppo e l’insediamento d'imprese ad alta innovazione tecnologica; le strutture per l'alta formazione connesse al trasferimento tecnologico; il centro di competenza di tecnologie per arti e spettacolo, nella parte storica, che mantiene morfologicamente la struttura conventuale ( circa 8000 metri quadri su tre piani, compresa la sala di 1000 metri quadri corrispondente al chiostro dell'antico convento); il centro per attività di contrasto il disagio.

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