Proteste
Esercizio provvisorio chiesta una proroga
PORCARI. La richiesta della provincia e del comune di Porcari di ottenere il prolungamento dell’esercizio provvisorio di Eurosak cozza con le difficoltà oggettive e soprattutto le prospettive future...
PORCARI. La richiesta della provincia e del comune di Porcari di ottenere il prolungamento dell’esercizio provvisorio di Eurosak cozza con le difficoltà oggettive e soprattutto le prospettive future dell’azienda. La diatriba tra la famiglia Colombini e il giudice - legata alla decisione della corte d’Appello di Firenze di revocare il fallimento sancito dal tribunale il 24 gennaio scorso e omologare il concordato preventivo (immediato il ricorso in Cassazione del giudice delegato e della Conai) - e il «no» dei lavoratori al sindacato di trattare il piano di risanamento aziendale proposto dalla Selene di Pontetetto (azienda che si era aggiudicata l’affittanza) non ha fatto altro che minare l’affidabilità dell’Eurosak. Tanto è vero che proprio in questi giorni il gestore dell’esercizio provvisorio ha dovuto rinunciare alla spedizione di 15 tonnellate di merce. E che - dopo i successi ottenuti a marzo, aprile e maggio chiusi con il segno positivo - il mese di giugno ha fatto registrare un andamento negativo. La buona volontà del coadiutore Ivano Carlesi di proseguire nell’esercizio provvisorio era espressa in una lettera inviata al giudice delegato Giacomo Lucente il 18 maggio scorso. Ma soltanto se il periodo di traghettamento potesse essere utile per dare una prospettiva futura all’azienda. Ma attualmente non ci sono le condizioni per andare avanti. E così, se non interverranno fatti nuovi, l’Eurosak va verso il fallimento. Con 18 dipendenti che se ne sono già andati: chi altrove (soltanto 4-5 alla Selene) chi ha chiesto di essere messo in mobilità. Ieri tre macchinari erano in funzione, ma i dipendenti sono ridotti all’osso. E se qualcuno dovesse andare in malattia il personale non sarebbe sufficiente per far fronte alle commesse.
Nell’incontro tenutosi ieri mattina a palazzo Ducale - convocato dall’amministrazione provinciale e dal comune di Porcari che hanno raccolto le sollecitazioni dei sindacati - hanno partecipato oltre al presidente Baccelli e al sindaco Baccini anche i sindacati aziendali, i consiglieri regionali Marini, Staccioli e Pellegrinotti è emersa la preoccupazione che i contenziosi emersi possano pregiudicare le prospettive occupazionali dell’azienda. Proprio per scongiurare la situazione è stato decisono di contattare la curatrice fallimentare Paola Del Prete e il giudice delegato Giacomo Lucente per chiedere un incontro urgentissimo.
Luca Tronchetti
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