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Lucca

ambiente a rischio

L’aria della Piana è tra le peggiori

In Toscana, gli sforamenti più alti a Firenze, seguiti da Lucca

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LUCCA. Seconda solo alla centralina di Firenze ponte alle Mosse (59 sforamenti). La centralina in via Carlo Piaggia a Capannori, che rileva la qualità dell’aria di tutta la Piana, nel 2011 ha registrato 57 sforamenti del limite massimo di polveri fini (Pm 10). Per dire che l’aria nella Piana è la seconda peggiore di tutta la Toscana. I dati sono contenuti nella relazione dell’Arpat sullo stato della qualità dell’aria nel 2011. Dati ai quali si aggiungono quelli più recenti relativi a un’impennata di concentrazione di ozono, che per quattro giorni ha superato la soglia di protezione per la salute umana di 110 microgrammi per metro cubo.

E siamo in estate, quando grazie al clima (e alle caldaie spente) il particolato incide meno sulla qualità dell’aria.

Negli ultimi giorni, più comitati cittadini e il circolo di Legambiente hanno chiesto un incontro in Provincia per sottolineare la gravità della situazione e per chiedere di stilare un piano di azione in vista dell’autunno e dell’inverno, quando il rischio di concentrazione delle Pm10 è maggiore.

«Il nostro obiettivo - spiega Maura Cavallaro, assessore provinciale all’ambiente - è di ricreare nei cittadini una cultura del rispetto e della salvaguardia ambientale. Punteremo a incentivare l’uso del trasporto pubblico e cercheremo, di concerto con l’Arpat, di dare vita a iniziative e provvedimenti organizzati per tutelare la qualità dell’aria. Ho ricevuto in questi giorni comitati di cittadini molto preoccupati e, con l’Arpat, abbiamo deciso di partire subito a organizzare iniziative in modo che in autunno possano partire ed essere conosciute da tutti. Adottare provvedimenti dell’ultimo minuto, come lo scorso inverno per la circolazione a targhe alterne, non serve a niente. Tra pochi giorni Provincia e Arpat si metteranno al lavoro».

Per la qualità dell’aria nella Piana, il 2011 è stato l’anno peggiore degli ultimi quattro. Solo nel 2007 il numero degli sforamenti (ne sono previsti massimo 35 l’anno al limite di 50 microgrammi di polveri fini) aveva raggiunto quota 61. Nel 2008, gli sforamenti erano stati 40, diminuiti nel 2009 (35) e di poco risaliti nel 2010 (in tutto l’anno 38). Nel 2011 i valori sono schizzati (a 57), ed è stato difficile anche l’inizio del 2012 (già 15 sforamenti).

Barbara Antoni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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