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Marta, manager al Gay Pride mondiale

Marta, manager al Gay Pride mondiale

LUCCA. Un'enorme bandiera arcobaleno sventola oggi e domani su San Francisco. Davanti a lei, 1 milione di persone che lottano per i diritti civili: nello staff organizzativo di questo evento di...

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LUCCA. Un'enorme bandiera arcobaleno sventola oggi e domani su San Francisco. Davanti a lei, 1 milione di persone che lottano per i diritti civili: nello staff organizzativo di questo evento di portata internazionale - il San Francisco Gay Pride - c’è una studentessa pisana, Marta Caroti, allieva dei corsi di turismo della Fondazione Campus di Lucca.

«Domenica è il Big Day - racconta Marta, il cui giovane volto, incorniciato da lunghi capelli biondi tradisce la fatica di queste giornate cruciali. Il suo ruolo nell'organizzazione è di coordinare i volontari della manifestazione: alcune centinaia. «Nello staff io sono stata definita volounteer manager, colui che organizza i volontari. Nonostante le dimensioni dell'evento, in ufficio ci sono solo tre persone fisse, oltre a moltissimi addetti in settori più tecnici come l'amministrazione, che però vengono saltuariamente in ufficio o lavorano a distanza. Molti aspetti di questo evento si basano sul lavoro dei volontari, che sono più di mille e cooperano tutto l'anno. Io coordino quelli che aiutano per la Celebration and Parade: li seguo dal momento che fanno richiesta online e assegno loro un compito dando loro tutte le informazioni».

Marta ha scoperto il San Francisco Pride dal film Milk, di Gus Van Sant, sulla figura di Harvey Milk, primo uomo dichiaratamente gay eletto nelle istituzioni americane nel 1977 (fu assassinato nel 1978 nel municipio di San Francisco.

«Fin da quando ero alle superiori, al liceo Buonarroti di Pisa - racconta Marta - mi è sempre piaciuto organizzare feste ed eventi. Quando ho scelto lo stage per il corso di laurea al Campus, ho pensato di dedicarmi a un grande evento internazionale. L'ho chiesto al Career Service di Campus, che mi ha proposto il San Francisco Pride. E per me è stata la realizzazione di un sogno».

Marta si è ambientata benissimo a San Francisco, ma adesso «voglio tornare per laurearmi», conclude.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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