Il Tirreno

Lucca

Macché secchioni, ci piace divertirci

di Flavia Barsotti
Macché secchioni, ci piace divertirci

Tanti 9 e 10 in pagella, ma non significa che i super studenti si dedicano solo ai libri. «La scuola? Basta organizzarsi»

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LUCCA. Altro che secchioni. I numerosi nove e dieci in pagella, alla fine dell’anno scolastico, non sono sinonimi di una vita riservata, spesa solo sui libri, senza uscire, senza divertirsi, frequentare amici o coltivare passioni. Sono i ragazzi che lo raccontano, i migliori della classe, come dimostrano i voti sui cartelloni dei singoli istituti superiori.

E così, finito l’anno scolastico, mentre qualcuno - a malvolere - si accinge a rituffarsi nello studio per preparare esami di riparazione, altri potranno godersi soddisfatti i frutti del proprio lavoro.

«Il segreto - dichiara Alessio Ricci, studente del liceo scientifico Vallisneri, promosso con la media del 9,5 - è stare attenti durante le spiegazioni dei professori e riuscire a interessarsi ogni volta a quello che ci viene proposto. Questo mi rende più semplice il compito a casa e mi consente di dividermi anche fra diverse attività come campeggi, organizzazione di eventi e laboratori».

«In questo modo - continua Giulia Marchi, studentessa del liceo scientifico - dedico solitamente ai libri non più di tre ore al giorno, riuscendo a frequentare costantemente la palestra e a seguire un corso di inglese che si sta rivelando molto utile per il mio percorso».

Dello stesso avviso è Martina Giometti, anche lei studentessa del liceo scientifico. «Riesco a gestire bene il tempo senza dover limitare le mie esigenze. - racconta - Quest'anno, ad esempio, oltre ad aver conseguito la patente di guida, mi sono impegnata nel sociale, ho partecipato a un corso serale per diventare soccorritore».

La parole d'ordine è passione; la gioia e il gusto di imparare portano si portano dietro il successo e l’ambizione.

È il caso di Simone Bonturi, studente del Machiavelli che si divide fra lo sport, la lettura, le uscite con gli amici e l'amore per il teatro che spera di riuscire a coltivare anche una volta iniziata l'Università. Il suo sogno è quello di diventare, un giorno, avvocato ed è per arricchirsi in questo senso che ha scelto di iscriversi al liceo classico. «L'importante, nella scuola, sono l'impegno e la costanza - sottolinea Simone -, non restare mai indietro per evitare le corse dell'ultimo momento, che ritengo, a mio avviso, spesso improduttive. Dedico allo studio un massimo di tre ore al giorno, oltre le quali non riesco a mantenere troppo elevata la concentrazione». Un metodo che funziona, comunque, notando i suoi dieci in matematica e scienze.

È invece di 9,10 la media che ha portato a casa a fine anno Emanuele Matteoni, studente del liceo classico. «Non credo ci sia un segreto per essere bravi - spiega -; io ho sempre fatto il mio lavoro con piacere e dedizione, studiando, a seconda dei periodi, circa quattro ore il giorno, dalle tre del pomeriggio fino alle sette della sera».

Anche Sara Vassalle, studentessa del liceo classico, sfoggia con orgoglio il massimo dei voti in matematica, nonostante prediliga la filosofia e le scienze, materie a cui si è avvicinata soltanto a partire da quest'anno. «Conciliare tutto richiede sacrificio - afferma Sara -, ma l'importante è riuscire ad organizzarsi. Trovo inutile e poco efficace esagerare con le ore sui libri, per questo cerco di non eccedere e di dedicarmi anche ad altre attività come canto moderno e canto gospel per i quali ho partecipato anche a numerosi concorsi. Ho, inoltre, seguito lezioni di danza hip hop che, purtroppo, ho momentaneamente abbandonato, ma che conto di riprendere il prima possibile».

Tanto lavoro durante la settimana, ma, arrivato il sabato, chiude quaderni e spartiti per uscire invece a divertirsi con le amiche. La passione per la musica la accomuna a Simone Rugani che, oltre a dedicarsi al pianoforte, per il quale ha conseguito il diploma presso l'istituto Mascagni di Livorno, ha ottenuto straordinari successi in matematica, filosofia, storia e latino.

«Fra i miei desideri ci sarebbe quello di destinare al piano almeno tre ore ogni giorno, ma dovendo fare fronte anche alle attività scolastiche, non riesco a concedergliene più di due». Questo non gli impedisce comunque di raggiungere risultati eccellenti, sia in qualità di musicista, sia come organizzatore di festival, come quello a cui sta lavorando proprio in questi giorni, il "Francigena melody road giovani".

«Il futuro per il momento è incerto. - dichiara Simone - Non mi accontento di un "buon livello", voglio valutare in che modo questo possa trasformarsi invece in un "ottimo livello"». È il caso di dirlo: largo ai giovani, quando siamo di fronte a ragazze e ragazze così volenterosi che rappresentano un orgoglio per le loro famiglie ma anche per la città.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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